مصطفى السلاد – الفارس Io sono il Cavaliere che cammina cammina sotto il Sole che brucia sulla Terra che arde e sogna monsoni oasi palmizi agrumeti mentre il Vento del Deserto sferza la Sabbia sul volto...
Tuareg
Tuareg
martedì 22 settembre 2026
Sul controllo genitoriale a scuola
Signora, lei è un ottimista. Per più motivazioni:
1. perché non conosce il comportamento immaturo di tante
persone adulte. Eppure basta scorrere anche all'interno di questa piattaforma
per leggere interventi puerili, superficiali, aggressivi: ora, è vero che
ancora non è stato introdotto il controllo dell'età, tuttavia la più gran parte
dei frequentatori sono persone "adulte" – almeno anagraficamente;
2. perché quelle stesse persone adulte immature votano; e
chiedono, anzi esigono, anzi impongono alla politica di consentire di sfogare
sui figli le proprie frustrazioni. Com'è facile capire, il modo più semplice
per ottenere il risultato è consentire loro la sorveglianza dei figli fino
all'età della pensione: il risultato è che la legislazione attuale considera il
figlio minorenne fino ai diciassette anni, undici mesi e ventinove giorni, e
maggiorenne allo scadere della mezzanotte.
La cosa è talmente tanto vera che, in base ai principi
giuridici vigenti in Italia sulla responsabilità civile dei docenti e della
scuola (la cosiddetta culpa in vigilando), se un alunno cade dall'autobus
durante un'attività scolastica (come una gita o un trasferimento), il docente
accompagnatore può essere denunciato o chiamato in causa per omessa vigilanza:
anche se l'alunno ha, ripeto, diciassette anni e undici mesi;
3. per contro, i genitori non fanno più i genitori, bensì i
tifosi dei figli. Lo dimostra il fatto che, mentre una volta se il ragazzino
prendeva un brutto voto il genitore lo rimproverava, oggi se l'insegnante mette
un brutto voto al ragazzino i genitori lo aggrediscono. Come dice Giovanni
Storti (membro del famoso trio di attori comici), «si sta ribaltando la
situazione».
A tutto ciò esiste una spiegazione, ma non esiste una
soluzione. La spiegazione sta in un atteggiamento eccessivamente protezionista
nei confronti dei figli; atteggiamento che si è sviluppato all'incirca dagli
anni Ottanta. Mentre alla fine della Seconda Guerra Mondiale la nostra società
ha ritenuto che i bambini non debbano più a lavorare, ma debbano studiare
(articolo 34 della Costituzione; peraltro assurto più che condivisibile),
successivamente il discorso è tracimato fino a ritenere che il ragazzo deve
essere libero di fare qualsiasi cosa che gli passa per il capo; perché
qualsiasi cosa sarebbe una sua libera espressione, e qualsiasi costrizione
impedirebbe lo sviluppo della psiche del "bambino" – anche quando il
bambino, come ho scritto, ha ormai diciassette anni e undici mesi.
Il risultato sono ragazzi incapaci di affrontare una
qualunque negazione, che sia un insufficienza a scuola, una sgridata a casa o
una risposta negativa da parte della ragazzina che piace tanto. Testimonianza
di questa situazione sono tanti fatti di cronaca che apparentemente non hanno
una spiegazione, ma al contrario possono essere pacificamente spiegati con,
dicevo, un'educazione eccessivamente libertaria e garantista (e
irresponsabilizzante) del figlio.
In tutto questo discorso nessuno si azzarda a tentare di
fermare la marea nera: perché come ho testé scritto, le persone adulte e
immature votano, e nessuno vuole perdere quei voti. Anche a costo di far
prendere una coltellata a un'insegnante: la quale di proprio perdona il proprio
aggressore (perché italiano?) e si proclama fautrice della remigrazione degli
stranieri; ciò non ostante che per proteggerla sia intervenuto un ragazzo
straniero (per la precisione congolese). Poi pretendiamo che i nostri giovani
diventino adulti…
lunedì 21 settembre 2026
Sull'avvento dell'idiozia
> Ma come è potuto succedere?
Siamo diventati ricchi, anche se in più passaggi. Prima nel
XVI Secolo, quando scoprimmo le Americhe, e cominciammo l'opera di sterminio,
devastazione e sfruttamento di quei continenti, opera che tuttora perdura; poi
alla metà del XVIII Secolo, quando fu messa a punto la macchina a vapore, il
primo strumento capace di generare più energia d'un cavallo o d'un bue; infine
all'inizio del XX Secolo, quando fu messo a punto il motore a scoppio. Da quel
momento la ricchezza di questa parte di mondo è praticamente decollata,
arrivando a vette impensabili fino a cinquecento anni fa.
> Dov’eravamo mentre gli idioti
> prendevano il potere?
A pranzo.
In epoca moderna si è troppo romanticizzato il concetto di
"popolo": il popolo è sempre visto come un'entità positiva. È il
grave errore delle sinistre da salotto, che vedono il popolo col binocolo;
tuttavia è lo stesso errore del terzomondismo, che prova indulgenza verso
abitudini atroci come lapidazioni di adultere e burqa e tortura degli avversarî
politici.
Il popolo, oltre a essere conformista, razzista, ossequiente
per convenienza e traditore per lo stesso motivo, è anche facile alla
prοstιtυzιοnε verso il potere. Quando ha cominciato a non morire di fame, non
morire di malattie banali, non essere terrorizzato dal rischio delle invasioni
militari, s'è accomodato a tavola. Il risultato è stato: passare dalle malattie
dovute alla malnutrizione e alle infezioni intestinali alle malattie da
iperalimentazione, passare dall'altruismo verso chi stava peggio di noi
all'invidia per chi ha più di noi e all'avidità per chi ha anche solo quel
poco, passare dalla ricerca della felicità e della serenità alla ricerca
dell'opulenza.
Quando furono scoperte le Americhe un'enorme quantità di
beni cominciarono a provenire da quei continenti: non solo gemme e metalli
preziosi, ma anche cibo e fibre, come il cotone. Il risultato fu che un enorme
messe di persone, che prima si nutrivano con i prodotti della terra,
improvvisamente si trovarono il mercato invaso da quegli stessi prodotti
provenienti da oltreoceano che però costavano la metà, se non addirittura un
terzo, rispetto a quanto lor serviva per poter sopravvivere, campare, mangiare.
Nacquero così le arti che andavano per la maggiore, come appunto la
pellicceria, l'oreficeria e la tessitura, e le arti che andavano per la minore,
come appunto la muratura, l'agricoltura e l'allevamento.
Quell'enorme mole di gente affamata divenne presto vittima
dello sfruttamento degl'industriali, i quali avevano bisogno di mettere al
lavoro alle macchine del personale da pagare poco e sfruttare tanto: che dolore
provai, quando vidi per la prima volta le forografie di bambine e bambini di
neanche dieci anni con le dita mozzate dalle macchine per la filatura. Solo in
quel momento cominciò a nascere un sentimento di rivalsa da parte del terzo
stato nei confronti della borghesia. In particolare i poveri si resero conto
che la motivazione della propria condizione era dovuta alla mancanza
d'istruzione e conoscenza, alla incapacità di leggere, scrivere, far di conto:
nacquero così il comunismo e la scuola pubblica, furono create le biblioteche
popolari e la gente comune cominciò per l'appunto a fare politica.
Oggi il cittadino non è più interessato alla politica perché
può mangiare, e tanto: il risultato, appunto, è stata la lenta tracimazione
della società verso l'idiozia. Vladimir Lenin disse: «In politica, indifferenza
è soddisfazione. L'etichetta di disimpegnato non è altro che l'espressione
velata, ipocrita, passiva dell'appartenenza al partito dei satolli, dei
governanti, devi sfruttatori». Per quale motivo io, cittadino senza più
problemi, mi dovrei occupare della società? Io penso solamente a me stesso,
penso a far soldi – dal momento che sono lì, disponibili per chiunque: basta
allungare le mani e avere abbastanza pelo sullo stomaco da passare su cadaveri,
sofferenze, sfruttamento. Dopotutto era la stessa cosa che faceva all'epoca la
nobiltà e successivamente la borghesia: niente di nuovo sotto il sole.
martedì 8 settembre 2026
Sul motivo del massacro dei nativi americani
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/reel/1037250565778738/?comment_id=1435383501984410&reply_comment_id=1726017241835458 .
lunedì 7 settembre 2026
Sul comunismo italiano
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/reel/1726112631949900/?comment_id=1014474594954832&reply_comment_id=3091752597694630 .
sabato 5 settembre 2026
Sulle incoerenze delle politiche di sinistra
venerdì 4 settembre 2026
Sulle contestazioni religiose alla scienza
Al momento non ancora pubblicato.
mercoledì 2 settembre 2026
Sull'attuale epoca del denaro
martedì 1 settembre 2026
giovedì 20 agosto 2026
Sul santo verbo
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/reel/2537924246712500/?comment_id=988890524198476&__tn__=R .
Over the centuries, there have been so many versions of the
Divine Word that an encyclopedia wouldn't be enough to contain them all. To
this we must add the wars—I repeat wars, I repeat wars—that Christians and
Muslims, who in my house are two sides of the same coin, have waged against
each other because each of them was absolutely, completely, and
incontrovertibly certain that their interpretation was the true word of God.
Today you have become soft, smooth, and gentle only because
you were defeated—one name for all: Napoleon Bonaparte. Yet, wherever the
so-called Holy Word still imposes its dictatorship, the worst injustices, the
worst coercion, the worst violence are perpetrated, as only under communist
regimes. Mahsa Amini was killed for showing a single hair out of place; in
Iran, Saudi Arabia, Yemen, Nigeria, Sudan, and Somalia, gay people can be
legally killed—and it doesn't matter if they've never stolen, never raped,
never killed anyone.
For this reason, I don't believe you. I don't believe in the
text, I don't believe in the spirit, I don't believe in divine rules. I don't
trust those who first create evil, then propose to free me from it—how,
exactly? Through submission, subservience, slavery? "You're not your
own": is this really God's will? All of this is dishonest to say the
least. So keep your god, whom you created for yourselves; keep your word, keep
your injustices, keep your presumption. I will survive just fine without them.
– – – – – – – – – –
Traduzione in 💚🤍❤️
– – – – – – – – – –
Nel corso dei secoli, sono esistite così tante versioni
della Parola Divina che un'enciclopedia non basterebbe a contenerle tutte. A
questo dobbiamo aggiungere le guerre – ripeto guerre, ripeto guerre – che
cristiani e musulmani, che a casa mia sono due facce della stessa medaglia, si
sono combattuti perché ognuno di loro era assolutamente, completamente e
inconfutabilmente certo che la propria interpretazione fosse la vera parola di
Dio.
Oggi siete diventati docili, mansueti e gentili solo perché
siete stati sconfitti – un solo nome per tutti: Napoleone Bonaparte. Eppure,
ovunque la cosiddetta Parola Sacra imponga ancora la sua dittatura, si
perpetrano le peggiori ingiustizie, le peggiori coercizioni, le peggiori
violenze, come solo sotto i regimi comunisti. Mahsa Amini è stata uccisa per
aver mostrato un solo capello fuori posto; in Iran, Arabia Saudita, Yemen,
Nigeria, Sudan e Somalia, le persone omosessuali possono essere legalmente
uccise – e non importa se non hanno mai rubato, non hanno mai stuprato, non hanno
mai ucciso nessuno.
Per questo motivo, non vi credo. Non credo nel testo, non
credo nello spirito, non credo nelle leggi divine. Non mi fido di coloro che
prima creano il male e poi si propongono di liberarmi da esso: come,
esattamente? Attraverso la sottomissione, la servitù, la schiavitù? "Non
appartieni a te stesso": è davvero questa la volontà di Dio? Tutto ciò è a
dir poco disonesto. Quindi tenetevi il vostro dio, che vi siete creati;
tenetevi la vostra parola, tenetevi le vostre ingiustizie, tenetevi la vostra
presunzione. Io sopravviverò benissimo anche senza di loro.
domenica 16 agosto 2026
Sul perché non credo
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/groups/seidibraccianose/posts/2531471753986448?comment_id=2531687637298193 .
venerdì 14 agosto 2026
Sull'organizzazione della coppia
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/reel/2572340543282415/?comment_id=2152280665374692&__tn__=R .
mercoledì 12 agosto 2026
Sul concetto del male
martedì 11 agosto 2026
Sulla parola della chiesa
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/reel/1343260264539807/?comment_id=917369171409836&reply_comment_id=1067735899173499&__tn__=R .
martedì 4 agosto 2026
Sulla lingua italiana, scritta e parlata
sabato 1 agosto 2026
Sul rapporto tra bambini e animali
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/ILSALENT0/posts/pfbid0pWXSPSGAS6ZGdmFEc9QdJhGRd6yZrHNzS9mPnv7vw3x3RasqTnAA4XmoKh1AVv8cl?comment_id=984342810186351 .
lunedì 27 luglio 2026
Sulla coscienza della prostituzione
sabato 25 luglio 2026
Sul fazzoletto rosso del partigiano
Postato qui: https://www.facebook.com/reel/1697015121437571 .
sabato 4 luglio 2026
mercoledì 1 luglio 2026
Sulla maleducazione sociale
venerdì 26 giugno 2026
Sull'isolazionismo sociale
giovedì 11 giugno 2026
Sullo sfruttamento del lavoratore
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/anchelapecorapensa/posts/pfbid0uBSziSTfpwKN6Cr6ub57Kpmt7DTdtGWEE6VC3f5TAQCwW7wDMdGtUPqGucQD3gtzl?comment_id=4501688726766036 .
Probabilmente con questo testo andrò controcorrente;
tuttavia ci sono abituato, so bene per quanta parte il mio modo di vedere le
cose sia completamente alieno rispetto al modo del mio prossimo. L'unica
differenza è che io adduco prove alle mie osservazioni.
Il mio testo non sarà specificamente contrario alle
multinazionali, contrario al capitalismo, contrario alla cultura occidentale:
sarà invece contro l'essere umano per sé stesso. Lo sfruttamento dell'essere
umano sull'essere umano non è una cosa nata in questo secolo, o in quello
precedente, o chissà quando: al contrario è una cosa che esiste da sempre, è
una cosa connaturata con l'essere umano, il quale perciò dovunque esso si trovi
e qualsiasi lavoro esso stia facendo, in un modo o nell'altro esso si
manifesta. Intendo dire che si manifesta nei regimi capitalisti come nei regimi
comunisti, nel mondo cattolico come in quello protestante, nel mondo cristiano
come in quello islamico (vedi la kafala, un sistema in cui un musulmano
garantisce per un migrante affinché questo possa lavorare nel paese arabo;
tuttavia il garante trattiene per sé i documenti, rendendo così il migrante
sostanzialmente uno schiavo), nel mondo di cultura europea come nel mondo
asiatico, sia esso medio sia esso estremo, come nel mondo africano.
Certo, ci sono state anche occasioni in cui la società umana
non si è fondata sullo sfruttamento, bensì sulla partecipazione di tutti i
membri della comunità: ma si tratta di mosche bianche in un universo fatto di
mosche nere. La schiavitù vera e propria è documentata fin dai tempi degli
antichi egizi, e quella citata nel testo principale è sostanzialmente una forma
di schiavitù. Le uniche due occasioni di cui ho testé accennato sono 1. le
polis greche (non per niente il termine democrazia ci viene dal greco), fondate
nel Mediterraneo e troppo lontane dalla città d'origine, tal che esse hanno
cominciato ad amministrarsi da sole; 2. i liberi comuni di epoca medievale, i
quali come le città greche sia amministravano da sé.
Come anche il più distratto dei lettori avrà notato, il
tratto comune delle due situazioni è la dimensione della città, abbastanza
ridotta da fare in modo che tutti i membri si conoscessero tra loro e fosse così
impossibile l'esistenza di soggetti troppo ricchi, disonesti, schiavisti. Il
risultato fu che queste piccole comunità furono costituite da membri posti
tutti allo stesso livello sociale, dove ognuno dava il proprio contributo alla
comunità. Le elezioni non erano il momento di chissà quale accordo fra potenze
commerciali, economiche, militari: i candidati erano persone note, non come
oggi che vede realistica la frase «Lei non sa chi sono io» – è vero, in realtà
l'attuale elettorato vota gente che non conosce, e quando la conosce la vota
poi per (supposta) convenienza, e non certo perché essa s'adoperi per il bene
comune. Cito qui a latere il caso della Repubblica Marinara di Genova, ove i
cinque membri dei Serenissimi Collegi erano scelti a sorte in una lista di
novanta nomi (Legis Novae del 1576), e rimanevano in carica per due anni –
impedendo così tra l'altro l'istaurazione di dinastie che sarebbero state
eccessivamente ingombranti; situazione da cui discende il napoletanissimo gioco
del lotto.
Oggi, al totale contrario, viviamo in un sistema globalmente
schiavista, dove il lavoro non è più la cosa più importante bensì è
semplicemente una componente secondaria del sistema economico. Il lavoratore è
soltanto la scocciatura di dover pagare quattro spicci al tizio che deve
svolgere quel lavoro, per il quale non possiamo ricorrere a mezzi meccanici:
tuttavia è questione di tempo, così come all'epoca il lavoratore fu sostituito
dalle macchine (e nacquero così i movimenti luddisti, tesi appunto alla
distruzione delle macchine, che altro non erano se non che lo strumento per
evitare di pagare i lavoratori), oggi invece sarà sostituito dall'intelligenza
artificiale, robot umanoidi che potranno lavorare ventiquattr'ore su
ventiquattro, sette giorni su sette, senza soste neanche per dormire, senza
ferie, senza diritti. Sarà il paradiso dei capitalisti, e l'inferno dei
lavoratori, ridotti a un precariato perenne.
Il problema è che la popolazione è stata educata da secoli
di capitalismo, quindi oggi invece di puntare il dito contro imprenditori
avidi, malvagi, bugiardi, lo punta contro il lavoratore migrante, precario,
disoccupato, incolpandolo di essere egli la causa del danneggiamento della
società civile dove vive. Come giustamente osservava Malcolm X, "Se non
state attenti i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare
quelle che opprimono"; e in particolare dal secolo passato a oggi indovina
chi controlla sempre più i mezzi di comunicazione. Io, per me, da una parte
sono fortunato, perché non avendo figli mi possa permettere di arrivare a
compimento della mia esistenza senza preoccuparmi troppo del futuro; ma per
contro penso ai miei studenti, che dovranno affrontare un mondo sempre più
cinico, avido, violento – anche se la violenza non si manifesterà con una
coltellata o una manifestazione di strada repressa dalla polizia, bensì con una
minaccia di licenziamento (che già adesso qualcuno considera essere una forma
d'estorsione:
https://www.facebook.com/corsomagistraturanapoli/posts/pfbid0RnLFXRK57xEK3jbAfhENs3RXXXML6mD7oLVt1NYPNMmEPX1Xdc8cYfiThCawpoP2l
).
> Non sei controcorrente
Lo sono, eccome: lo sono su decine di temi, questo dell'economia (e del lavoro) è solo uno dei tanti.
> il problema non ha un colpevole
> specifico da indicare,
Sì, in questo senso è vero.
> se lo sfruttamento è connaturato
> all'essere umano, allora ogni
> azione di resistenza è destinata
> a essere riassorbita, e la
> lucidità diventa paralisi.
Precisamente. Gli Stati Uniti furono creati da pionieri venuti da decine di posti nel mondo (Italia, Irlanda, Germania, ultimamente Polonia…) eppure oggi abbiamo un movimento di suprematisti bianchi i quali, siccome sono di origine britannica e le prime tredici colonie erano britanniche, si sentono il buco del ϲuλo un dito più su di tutti gli altri. Eppure in linea teorica sarebbero tutti immigrati – a parte i nativi, cioè i pellerossa.
E che cosa dire dell'Italia? Sono bastati ottant'anni, quindi una generazione, per fare in modo che il fαscιsmσ tornasse al potere: certo un fascismo all'acqua di rose, anche perché non siamo più negli anni Venti del secolo passato e certi sistemi non sarebbero più possibili; tuttavia è ugualmente fatto di disprezzo per i nεgrι e gl'immigrati in genere, ciancia ai quattro venti di "sovranità" – infatti s'è visto, elogia il primo arrivato… ma dimentica che fino a ieri erano gl'italiani a emigrare, tant'è che sono convinto che se mostrassimo una fotografia di appunto emigranti italiani a costoro che sono i nipoti sono convinto che non li riconoscerebbero, e magari li etichetterebbero come albanesi.
Albanesi che, c'è da dire, proprio in questi giorni stanno dimostrando di avere un senso della democrazia notevolmente superiore al nostro, tant'è che sono scesi in strada per lottare contro il capriccio della First Lady statunitense e il rischio di distruggere un'area protetta. Perciò altro che migranti albanesi.
> Ma mi chiedo se quella paralisi
> non sia anch'essa una forma di
> complicità — più raffinata, più
> dignitosa, ma ugualmente
> funzionale al sistema.
Be', io parlo per me. Se mi sono arreso è stato dopo quindici anni di sindacato, quando mi sono accorto che mentre io mi dannavo l'anima per ottenere diritti i miei colleghi andavano a… diciamo pietire al direttore amministrativo, peraltro per fregarsi cento lire l'un con l'altro; se mi sono arreso è stato dopo otto anni di politica andati perduti in pochi mesi, e non solo: da allora i compagni d'arme non si sono più visti né rincontrati, ognuno chiuso nella propria abitazione a guardare 'a cempionz.
Detto ciò: Wolfgang Goethe disse che «S'inizia a essere liberi solo quando ci si accorge d'essere condizionati»: mi domando quanti, in Italia e nel mondo, sanno che la propaganda (di partito, di stato, di religione) è così pervasiva da convincerci che il problema, ripeto, sono i migranti irregolari.
> anche il luddismo — che citi —
> aveva ragione sui fatti e torto
> sulla strategia
Sono d'accordo: ho citato il movimento unicamente per fare un confronto con l'attuale situazione.
> Ai tuoi studenti
Premesso che non sono un insegnante, bensì un assistente di laboratorio linguistico: sono d-e-c-e-n-n-î che provano a farmi passare per un molestatore, peccato che nonostante la mia sfida (se veramente fossi il mostro che dipingete, portatemi in tribunale e fatemi condannare) nessuno sia riuscito a trovare una prova convincente, sostanziale, risolutiva della mia colpa. Sono decennî che spiego ai miei studenti i retroscena, i trucchi semantici, le cαzzαtε fatte passare per verità assolute che manco l'imitazione di Silvan di Raul Cremona.
Nonostante ciò, come cantavano Paul Simon e Arthur "Art" Garfunkel nel brano The boxer – il pugile:
«Nella radura si erge un pugile,
un combattente per mestiere,
e porta con sé i segni
di ogni guantone che lo ha steso
o ferito finché non ha gridato,
nella sua rabbia e nella sua vergogna:
"Me ne vado, me ne vado".
Ma il combattente rimane ancora».
Sia pur nel suo piccolo raggio d'azione.
mercoledì 27 maggio 2026
Sul capitalismo e il narcisimo
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/DevianceProject/posts/pfbid02s5TCpc1SHuFF4MTMBbTDeKinSF1jLzXKQYdMjfmZgUwGXBZnW1NkUC9e18PwxvKQl?comment_id=1026474863236039 .
martedì 26 maggio 2026
domenica 17 maggio 2026
Sulla formazione di parte
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/anchelapecorapensa/posts/pfbid0xEgb5qvfhiGZ8hovdCYCBmyDZKML9LzNZJRDSTCecL9qhXw9PXV76YYWqzpc8ia7l .
venerdì 8 maggio 2026
giovedì 16 aprile 2026
Sulla distinzione tra artista e uomo
Pubblicato qui: https://www.instagram.com/p/DXHRnHiDGWy/c/18061195562416684/ .
martedì 14 aprile 2026
Sulla difesa del Cattolicesimo dagl'invasori islamici
venerdì 3 aprile 2026
Sulla capacità d'ascolto
giovedì 2 aprile 2026
Sul referendum giustizia – le "cose interessanti"
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/reel/901086189393501/?comment_id=829048182781046&reply_comment_id=1310629624260620 .
mercoledì 1 aprile 2026
Sulla natura del femminismo
lunedì 16 marzo 2026
Sul referendum giustizia – le condanne dei giudici
sabato 14 marzo 2026
Sulla scuola dimenticata dalla politica
venerdì 13 marzo 2026
Sul referendum giustizia – l'Alta Corte Disciplinare
giovedì 12 marzo 2026
Lettera al duo Golden Salt
Pubblicato qui: https://www.goldensaltduo.com/diary-of-a-rock-violinist/humanity-meaning-of-the-song-by-ari#comments .
lunedì 9 marzo 2026
Sulle menzogne di Antonio Di Pietro su Mani Pulite
sabato 7 marzo 2026
Sul referendum giustizia – sull'unificazione delle carriere
giovedì 5 marzo 2026
domenica 1 marzo 2026
Sull'uso del vocabolo "donna"
giovedì 26 febbraio 2026
Sul referendum giustizia – otto domande
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/stefano.stronati.66/posts/pfbid0GQQz57qPD5X7Wpq1YvxU9WDHbXXARKiemP5UFB1rJNZzZzNmJJ3DKsUHdey7ZYfEl .
sabato 21 febbraio 2026
Sull'esistenza del dio abramitico
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/groups/1104682214140543/posts/1573958497212910?comment_id=1576707663604660 .
mercoledì 4 febbraio 2026
Sulla democrazia moderna
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/Iddio42/posts/pfbid02CtH3Wt5CzpSHXML2cfS47sYJCHzjbKLh3F4dfg9u32a92QsKBethvcCt89kJE9Etl .
martedì 3 febbraio 2026
Sull'inutilità della Giornata della Memoria
martedì 20 gennaio 2026
Sul futuribile "mondo migliore"
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid08i9tejQiKf9VENN11Y9TqWRYyGrCm4Hx7jRCZ8iTKGVBR8KBpDEygPxfWvYj8hXzl&id=100063454274175 .
mercoledì 14 gennaio 2026
Sulla disumanità degli esseri umani
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/reel/1218550207009026/?comment_id=1258639102796742&reply_comment_id=1267672508537282&__tn__=R .
lunedì 5 gennaio 2026
Sull'eventuale progressione delle gesta del trumpone
sabato 3 gennaio 2026
Sulla servitù degl'italiani
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/massimo.erbetti/posts/pfbid0PLAJZGrUdymvsuRqPp4cnfpaWePfaKmUTzMSAZBBu4Tyv92XCPjXLez2H2yFvBnEl?comment_id=876034354790346 .