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> Viviamo nell’era dello stupro.
Secondo me, la situazione è molto, molto peggiore.
Viviamo nell'epoca del denaro. Tanto, tantissimo denaro. Una quantità di denaro smisurata, indefinibile, incomprensibile per la mente umana. Una quantità di denaro che conduce molto facilmente alla caduta di qualunque principio, di qualunque etica, di qualunque morale, alla
> caduta di ogni ordine valido.
Basti un solo, piccolissimo (…) esempio.
Nel 2021, Fonte FMI, il PIL del mondo è stato di circa novantaquattro trilioni di dollari. Di questi gli Stati Uniti ne realizzano ventitré trilioni, l’Europa circa diciotto e la sola Cina (nel senso, uno stato da solo) sedici trilioni. Detto ciò, solo tre fondi di investimento, tutti americani, detengono a fine 2021 la spaventosa cifra di venti (venti) trilioni di dollari di danaro liquido ed investito sui mercati azionari ed obbligazionari mondiali: in pratica dieci volte l’intero PIL italiano, quattro volte il PIL tedesco, più dell’intero PIL di tutta l’Europa o della Cina, quanto il PIL americano. Questi colossi sono Blackrock, Vanguard e State Street, il primo più conosciuto, gli altri due meno.
BlackRock, Vanguard e State Street sono i "tre grandi" colossi della gestione patrimoniale che dominano gli investimenti passivi globali e la proprietà aziendale. BlackRock è la più grande società di gestione degli investimenti e di risparmio al mondo, con sede a New York e un patrimonio gestito superiore a undici miliardi di dollari, noto per i suoi ETF iShares [gli ETF (Exchange Traded Funds) sono fondi di investimento quotati in Borsa che replicano in modo passivo l'andamento di un indice di riferimento (azionario, obbligazionario o di materie prime)] e per il suo software proprietario di analisi del rischio istituzionale, Aladdin.
The Vanguard Group, Inc., nota semplicemente come Vanguard, è una società di consulenza d'investimenti statunitense con sede a Malvern, Pennsylvania, con un totale di oltre dieci miliardi di dollari in asset gestiti globali, a novembre 2024. State Street Corporation è una società statunitense di servizi finanziari e bancari, fondata nel 1792 con sede a Boston. Quotata sul NYSE, è una delle maggiori società di gestione patrimoniale al mondo con oltre tre miliardi di dollari in gestione nel 2019 e oltre trentaquattro miliardi di dollari in custodia e amministrazione.
BlackRock, Vanguard e State Street gestiscono assieme oltre trenta trilioni di dollari e detengono partecipazioni significative in circa l'88% delle società dell'indice Standard&Poors 500. Dominano gli investimenti passivi grazie a vantaggi strutturali (economie di scala, modelli di proprietà e posizioni di pioniere) che creano solidi fossati competitivi difficili da scalfire per i nuovi entranti. La maggior parte del loro denaro proviene da risparmiatori comuni che investono in fondi indicizzati ed ETF (vedi sopra) a basso costo. Poiché non possiedono direttamente le azioni sottostanti – che sono di proprietà dei loro milioni di clienti – agiscono come "custodi" del capitale. In quanto azionisti di maggioranza, esercitano ovviamente un enorme potere di voto nelle assemblee annuali delle società, influenzando le politiche relative alle elezioni del consiglio di amministrazione, alla remunerazione dei dirigenti e alla sostenibilità.
No, nessuna protezione, nessuna liberazione, nessuna dittatura: molto più semplicemente denaro, tanto tantissimo denaro. Denaro ch'è lì, a disposizione di chiunque lo voglia prendere: basta allungare la mano e tu, io, la massaia, il fruttivendolo, il bidello possono attingere. Come tutta questa sterminanta quantità di denaro sia ottenuta non ha nessuna, nessuna, nessuna importanza: c'è, e tanto basta.
> L’Europa dovrebbe tremare
> ma alzarsi
L'Europa non esiste, sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista economico. Probabilmente non è mai esistita, ma sicuramente oggi non esiste. Lo stesso Romano Prodi, che insieme con Helmut Kohl, storico cancelliere federale della Germania, fu uno dei grandi colpevoli dell'istituzione dell'allora Comunità Europea oggi Unione Europea, ammette che fin dalla fondazione prevalsero i sentimenti nazionali in luogo di un unico, comune, allargato sentimento europeo, prevalsero la diffidenza, le antipatie (per esempio tra tedeschi e polacchi, tra inglesi e francesi, tra tedeschi e francesi eccetera), gli egoismi nazionali. Quanto al punto di vista economico, basti citare che tutte le carte di credito del mondo fanno riferimento a tre sole aziende, tutte statunitensi: American Express, MasterCard e Visa. Questo significa che se il governo degli Stati Uniti decidesse di cancellare tutte le carte di credito europee, non esisterebbe un'azienda europea in grado di sostituire le tre statunitensi. Praticamente, quasi quattrocento cinquanta milioni di persone si ritroverebbero, economicamente parlando, in braghe di tela.
A tutto ciò bisogna aggiungere la corruzione dei politici europei, talmente tanto evidente che dovrebbe voglia di parafrasare una battuta all'epoca riferita a Stati Uniti e Israele: quando gli Stati Uniti starnutiscono, l'Unione Europea ha la febbre. Nella pratica, se gli Stati Uniti dispongono che l'Unione Europea debba acquistare le proprie armi da regalare successivamente all'esercito ucraino l'Unione Europea obbedisce senza batter ciglio, se gli Stati Uniti stabiliscono che Israele sia l'unico stato democratico del Medio Oriente l'Unione Europea conferma, sei gli Stati Uniti decidono di rapire il presidente di uno Stato dell'America Meridionale, compiendo con ciò un vero e proprio atto di pirateria internazionale, l'Unione Europea non fa un plissé; così come se gli Stati Uniti esigono che sia sospesa la squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun, irrogata dopo l'espulsione con cartellino rosso diretto (quindi mica spicci) rimediata contro la Bosnia ai Mondiali 2026, la Federazione sospende la squalifica – manca solo che si scusi per non aver agito da sé.
Orbene, perché avviene tutto ciò? Per il denaro, tanto tantissimo denaro; a cui nessuno è in grado di dire no, non mi faccio comprare. Semmai è vera un'altra situazione: vale a dire, il dollaro e tutte le monete occidentali (sempre per decisione degli Stati Uniti) non hanno più da tempo la convertibilità in oro [nell'agosto 1971 il presidente statunitense Richard Nixon fece approvare una legge che sospese l'obbligo per la Federal Reserve di convertire dollari in oro al rapporto fisso di 35 dollari l'oncia, stabilito nel 1944 a Bretton Woods – provvedimento che fu definito "Nixon shock"]; questo significa che le banconote valgono unicamente il valore del pezzo di carta su cui sono stampate. Al contrario invece altrove è stata mantenuta la convertibilità in oro: questo significa che esistono banconote che hanno un valore protetto dai singoli stati, per esempio lo yuan cinese.
Tutto ciò alla lunga potrebbe portare a un'oceanica crisi economica del mondo occidentale, e alla sostituzione di quella economia con l'economia dei cosiddetti BRICS [nel 2009 erano il Brasile, la Russia, l'India e la Cina, poi nel 2010 il Sudafrica, nel 2024 l'Egitto, gli Emirati Arabi Uniti, l'Etiopia, l'Iran e nel 2025 l'Indonesia]; i quali potrebbero mantenere un certo qual risentimento nei confronti del mondo occidentale, visto il modo in cui da esso sono stati maltrattati. A quel punto, finalmente forse qualcuno si potrebbe cominciare a pentire dell’atteggiamento fin qui perpetrato; ma potrebbe essere troppo tardi. Staremo a vedere.
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