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mercoledì 27 maggio 2026

Sul capitalismo e il narcisimo

Pubblicato qui: https://www.facebook.com/DevianceProject/posts/pfbid02s5TCpc1SHuFF4MTMBbTDeKinSF1jLzXKQYdMjfmZgUwGXBZnW1NkUC9e18PwxvKQl?comment_id=1026474863236039 .

Il problema dell'essere umano è che ha sviluppata la capacità di ragionamento, ma non ha ancora sviluppata la capacità di contenimento delle proprie pulsioni. Il risultato è che, nonostante il notevolissimo avanzamento scientifico, tecnologico e volendo anche economico, l'essere umano continua a comportarsi come la scimmia di trecentomila anni fa.

Per esempio. La scoperta di come gestire il fuoco (accendere, mantenere, spegnere) è stata sicuramente un notevole avanzamento tecnologico, che ha permesso all'essere umano di resistere alle basse temperature e quindi di colonizzare molte più terre di quante avrebbe potuto fare semplicemente coprendosi delle pelli degli animali cacciati. Tuttavia la scoperta ha comportata la distruzione di un gran numero di foreste, perché l'essere umano era sì in grado di raccogliere la legna, ma al contempo non aveva capito che gli alberi abbattuti dovevano essere sostituiti. La scoperta del seme che crea la pianta sarebbe arrivata molto tempo dopo, e in ogni caso tuttora la piantumazione di alberi per la conservazione delle aree boschive è ancora largamente di là da essere perpetrata su larga scala, sebbene Cina e India stiano facendo qualche cosa in questo senso.

A proposito della scoperta del seme, la vera grande scoperta dell'essere umano fu l'agricoltura, avvenuta poco prima di un'altra grande scoperta, l'allevamento. Queste due scoperte, avvenute ambedue circa diecimila anni fa, hanno permesso all'essere umano di creare il proprio cibo, invece di essere costretto ad andarlo a cercare. Tuttavia queste scoperte hanno comportata anche una lunga serie di cambiamenti nell'atteggiamento dell'essere umano, sia nei confronti della natura sia nei confronti dei suoi conspecifici: da nomade divenne stanziale, ideò la proprietà della terra (tuttora i nativi americani rifiutano il concetto di proprietà terriera) da cui discesero la famiglia e l'eredità famigliare; poi, con la tostatura dei semi e successivamente l'essiccazione delle carni l'uomo creò la prima forma di capitalismo.

Il motivo è semplice: chi riesce a produrre più di quanto ha bisogno può accumulare il cibo per i momenti di carestia; ciò significa sopravvivere quando tutti gli altri muoiono. Il grano tostato divenne perciò sia un bene da conservare, sia un bene da usare per scambiare prodotti con altri esseri umani: non per niente, i due vocaboli, il grano e la grana, suonano molto simili. Così, mentre da una parte nasceva una società fatta di persone ricche e persone povere, dall'altra parte le persone ricche si sono potute permettere una serie di sfizî, soddisfazioni, capricci che le persone povere erano ben di là dal poter ottenere.

Ecco quindi spiegato l'assurdo della quotazione in borsa dell'acqua. Se il cibo è una proprietà privata, se la terra è una proprietà privata, perché non dovrebbe diventare privata anche l'acqua che scorre su quelle terre. Ecco così spiegato anche l'altro assurdo della produzione massiva di cose da parte dell'essere umano: la persona ricca si può permettere di sfoggiare la propria ricchezza, e per sfoggiare la propria ricchezza deve mostrare degli oggetti, che non sono strettamente necessarî per la sopravvivenza ma dimostrano che il proprietario è, appunto, talmente tanto ricco da poter sprecare i proprî beni.

Faccio un esempio. A casa posseggo due paia di sandali, due paia di scarpe estive, due paia di scarpe invernali e un paio di scarpe ginniche – nessuna di gran marca, per un totale di sette paia di scarpe. Questa dotazione è sicuramente superiore al minimo indispensabile, ma è anche notevolmente inferiore rispetto a chi, dovendo seguire le mode, ha bisogno di un gran numero di paia di scarpe, di marca, attraenti, diverse per ogni occasione. Ora, se tutti gli esseri umani del mondo si limitassero ad avere non dico due ma sette paia di scarpe, non ci sarebbe il problema della sovrapposizione di scarpe, perché molto semplicemente rimarrebbero invendute. Ma siccome bisogna essere alla moda, ecco che per ogni essere umano ricco ci sono una caterva di paia di scarpe. È il principio del capitalismo attuale: più produco, più guadagno, più l'economia cresce. Anche a costo di distruggere il pianeta.

Come dicevo sopra, l'essere umano non ha ancora sviluppato un serio sistema di contenimento delle proprie emozioni: il risultato è, per l'appunto, voler dimostrare di essere ricco, di essere figo, di essere in qualche modo superiore a chi gli è dintorno. Le persone che riescono a fare a meno di questa sensazione narcisistica di superiorità e che perciò vivono in sobrietà impediscono lo sviluppo galoppante del capitalismo e quindi della distruzione del pianeta; ma si tratta di rari nantes nel gurgite vasto, rari naviganti nel grande mare: la più gran parte degli abitanti del pianeta anela a fare "bella figura". Con il bel risultato che questo post, sia pure in maniera molto asettica e sintetica, racconta.

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