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mercoledì 1 aprile 2026

Sulla natura del femminismo

Pubblicato qui: https://www.facebook.com/NOALSESSISMO/posts/pfbid026ZurSykVKktFt9Cfj9aKFWud1ntkvmVbyyHhF2AUerhHAG3hVc1oykU3YqYEiCH3l?comment_id=1617317685984383&reply_comment_id=3257144237777417 .

Egregio Signore […],

mi permetta un paio di commenti alla Sua persona, visto e considerato ch'Ella s'è pregiata di donarci le Sue perle di saggezza:

1. no, "femminista" non è un insulto, così come il femminismo non è il tentativo di castrare il maschio in quanto tale. Il femminismo, leggo dall'enciclopedia Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/femminismo/?search=femminismo%2F (spero ch'Ella sappia che cosa sia, visto il personale livello fin qui dimostrato) è un «movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne; in senso più generale, insieme delle teorie che criticano la condizione tradizionale della donna e propongono nuove relazioni tra i generi nella sfera privata e una collocazione sociale paritaria in quella pubblica».

Ora, ognuno di noi ha le proprie idee; il femminismo è un'ideologia, che come tale propugna unicamente un modo diverso d'intendere i rapporti interpersonali tra donne e uomini; perciò no, non mi sono sentito insultato per, diciamo così, tanto poco;

2. al contrario, quel che mi ha turbato (perché sappia, egregio Signore, ch'Ella non è neanche lontanamente in grado d'insultare chicchessia, men che mai chi difende il buon diritto) è stata un'altra Sua delicata esternazione:

> Potessi ti sputerei in un occhio

Ora, io capisco che nella Sua sterminata maleducazione sputare in un occhio sia il Suo metodo più classico di comunicazione; ma vede, non tutti provengono da chissà quale sprofondo sociale, com'Ella ci ha carinamente fatto intendere. Ebbene sì, egregio Signore: i Latini, ch'Ella conoscerà sicuramente, dicevano https://www.treccani.it/vocabolario/est-modus-in-rebus/?search=est%20modus%20in%20rebus%2F che "est modus in rebus", c'è un modo di fare le cose; ecco, una di queste cose non è, né in questo caso né mai, sputare in un occhio del proprio prossimo;

3. detto ciò. Egregio Signore: eviti di fare il maestro di retorica, tentando di sviare l'argomento. Sono stato abbastanza preciso nel mio precedente intervento, dove ho detto (citare sé stessi è indice di follia, ma sono certo ch'Ella non s'avvederà di tanto poco) che

> niente e nessuno Le consente di
> (cito specificamente) sputare in
> un occhio a chicchessia

Semmai è vera la cosa nei Suoi confronti: con i pochi, brevi commenti ch'Ella ha riportati in questa conferenza («piantala donna di Neanderthal», per dirne uno a caso) ha chiaramente dimostrato che perfino l'Uomo di Neandertalª sarebbe in condizione di dettare, a Lei e a tutti quelli come Lei, finanche le più semplici regole di buona educazione.

a. Per Sua informazione: il termine Neandertal non vuole la lettera h. L'uso della lettera h, è corretto solo nel nome latino Homo neanderthalensis in quanto, secondo l'ortografia tedesca attuale, la parola Tal (valle) ha perso la h che aveva prima delle regolamentazioni linguistiche sancite dalla Conferenza ortografica del 1901. A Sua discolpa c'è da dire che il termine con la h compare fino nell'enciclopedia Treccani: https://www.treccani.it/enciclopedia/neanderthal_res-05a4085d-86ca-11e5-8844-00271042e8d9/ .

Per concludere: lasci stare. Ritorni da dove Ella è venuto, dove probabilmente ci saranno altri cafoncelli, altri bulletti, altri gentiluomini che come Lei comunicano sputandosi vicendevolmente in un occhio – o forse anche peggio; ma preferisco evitare di sapere. Noi qui, donne e uomini qual siamo, teniamo a un minimo di buona educazione: perciò la Sua presenza è oltremodo scomoda, ingombrante, decisamente fuori luogo. Mi raccomando: si astenga dal rispondere; eviti di peggiorare la Sua condizione più di quanto abbia già fatto.

Mi saluti tanto la Sua consorte: Le porga le mie più sentite condoglianze.

Stefano Stronati

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