Egregio Signore […],
mi permetta un paio di commenti alla Sua persona, visto e
considerato ch'Ella s'è pregiata di donarci le Sue perle di saggezza:
1. no, "femminista" non è un insulto, così come il
femminismo non è il tentativo di castrare il maschio in quanto tale. Il
femminismo, leggo dall'enciclopedia Treccani
https://www.treccani.it/enciclopedia/femminismo/?search=femminismo%2F (spero
ch'Ella sappia che cosa sia, visto il personale livello fin qui dimostrato) è
un «movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle
donne; in senso più generale, insieme delle teorie che criticano la condizione
tradizionale della donna e propongono nuove relazioni tra i generi nella sfera
privata e una collocazione sociale paritaria in quella pubblica».
Ora, ognuno di noi ha le proprie idee; il femminismo è
un'ideologia, che come tale propugna unicamente un modo diverso d'intendere i
rapporti interpersonali tra donne e uomini; perciò no, non mi sono sentito
insultato per, diciamo così, tanto poco;
2. al contrario, quel che mi ha turbato (perché sappia,
egregio Signore, ch'Ella non è neanche lontanamente in grado d'insultare
chicchessia, men che mai chi difende il buon diritto) è stata un'altra Sua
delicata esternazione:
> Potessi ti sputerei in un occhio
Ora, io capisco che nella Sua sterminata maleducazione
sputare in un occhio sia il Suo metodo più classico di comunicazione; ma vede,
non tutti provengono da chissà quale sprofondo sociale, com'Ella ci ha
carinamente fatto intendere. Ebbene sì, egregio Signore: i Latini, ch'Ella
conoscerà sicuramente, dicevano
https://www.treccani.it/vocabolario/est-modus-in-rebus/?search=est%20modus%20in%20rebus%2F
che "est modus in rebus", c'è un modo di fare le cose; ecco, una di
queste cose non è, né in questo caso né mai, sputare in un occhio del proprio
prossimo;
3. detto ciò. Egregio Signore: eviti di fare il maestro di
retorica, tentando di sviare l'argomento. Sono stato abbastanza preciso nel mio
precedente intervento, dove ho detto (citare sé stessi è indice di follia, ma
sono certo ch'Ella non s'avvederà di tanto poco) che
> niente e nessuno Le consente di
> (cito specificamente) sputare in
> un occhio a chicchessia
Semmai è vera la cosa nei Suoi confronti: con i pochi, brevi
commenti ch'Ella ha riportati in questa conferenza («piantala donna di
Neanderthal», per dirne uno a caso) ha chiaramente dimostrato che perfino
l'Uomo di Neandertalª sarebbe in condizione di dettare, a Lei e a tutti quelli
come Lei, finanche le più semplici regole di buona educazione.
a. Per Sua informazione: il termine Neandertal non vuole la
lettera h. L'uso della lettera h, è corretto solo nel nome latino Homo
neanderthalensis in quanto, secondo l'ortografia tedesca attuale, la parola Tal
(valle) ha perso la h che aveva prima delle regolamentazioni linguistiche
sancite dalla Conferenza ortografica del 1901. A Sua discolpa c'è da dire che
il termine con la h compare fino nell'enciclopedia Treccani:
https://www.treccani.it/enciclopedia/neanderthal_res-05a4085d-86ca-11e5-8844-00271042e8d9/
.
Per concludere: lasci stare. Ritorni da dove Ella è venuto,
dove probabilmente ci saranno altri cafoncelli, altri bulletti, altri
gentiluomini che come Lei comunicano sputandosi vicendevolmente in un occhio –
o forse anche peggio; ma preferisco evitare di sapere. Noi qui, donne e uomini
qual siamo, teniamo a un minimo di buona educazione: perciò la Sua presenza è
oltremodo scomoda, ingombrante, decisamente fuori luogo. Mi raccomando: si
astenga dal rispondere; eviti di peggiorare la Sua condizione più di quanto
abbia già fatto.
Mi saluti tanto la Sua consorte: Le porga le mie più sentite
condoglianze
Stefano Stronati
Nessun commento:
Posta un commento