Tuareg

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venerdì 3 aprile 2026

Sulla capacità d'ascolto

Postato qui: https://www.facebook.com/NOALSESSISMO/posts/pfbid02db3EmjFhHSyrHNPpA6DPCSGbgxeMAjVYvxS45nDUHCuCWpsGMg8T9C494gEivCthl?comment_id=1450823763343633&reply_comment_id=927536513580047 .

Non c'è niente da fare: come uomo io sono un fallimento totale.

Non mi sento un essere superiore, anzi. Non mi sento un essere che ha il diritto – di dire, di fare, di decidere per gli altri. Non teorizzo il ritorno a chissà quale fantomatica "età dell'oro", dove le donne erano donne e facevano le cose da donne. Peggio: ritengo che quell'età dovrebbe far vergognare chi all'epoca deteneva un potere di vita e di morte – senza neanche esagerare: era proprio così.

Non aggiungo aggettivi come "tutte / tutti" laddove questi aggettivi sono assenti (tutte le donne, tutti gli uomini, tutti i casi…). Invero in questo sono facilitato: perché appunto io sono un fallimento totale, e mica tutti gli uomini sono falliti come me. Non tento di avere sempre ragione, di modificare il senso d'un testo, di manipolare l'argomento per promuovere la mia interpretazione "maschile" né quella per tale considerata dalla maggioranza: anche perché io sono un fallimento d'uomo, come potrei tentare un'operazione così meschina, miserabile, scorretta.

Tuttavia la cosa peggiore che faccio è una in particolare:

===> ascoltare.

Ascolto con le orecchie quando qualcuno mi parla, ascolto con gli occhî quando qualcuno mi scrive. Ascolto sempre, cerco di ascoltare bene; poi cerco di capire, azione anche questa mica facile. Viviamo in una società di protagonisti, di vincenti, di affermazioni: nessuno ci insegna a stare in seconda posizione, ad aspettare, ad ascoltare appunto. Il risultato è che ascoltare è diventata una pratica che pochi conoscono, e ancora meno riescono a mettere in azione.

E no, non rispondo sempre. Anch'io ogni tanto trovo interlocutori vuoti, assurdi, incomprensibili: in questi casi però mi cheto, ché come dice il proverbio non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Tuttavia devo dire che in questo spazio ho trovate poche persone chiuse, respingenti, rabbiose: in genere ho trovate molte occasioni di dialogo e di scambio d'opinioni.

Il risultato è stato che ho conosciuto, imparato, capito. In alcuni casi ho addirittura cambiata opinione: per esempio, quando sono arrivato ero convinto che la legalizzazione della prostituzione avrebbe giovato sia alle donne sia agli uomini. Dialogando invece con le personalità presenti ho capito che in realtà la legalizzazione non risolve assolutamente niente, e che le donne continuano a essere sfruttate, torturate, umiliate anche quando lo stato riconosce finalmente l'esistenza di questo fenomeno. No, purtroppo le donne rimangono vittime di questa pratica.

In alcuni casi ho addirittura scoperto: per esempio, immaginavo che le donne potessero avere una qualche diffidenza nei confronti degli uomini, ma non credevo che in determinati casi questa diffidenza giungesse addirittura alla paura. Per esempio la notte, quando una donna rientra per lavoro, per viaggio, o anche solo per una serata in compagnia. Per me, e di solito per un qualsiasi uomo, tornare a casa la sera è una pratica senza nessuna rilevanza particolare: alle donne, al contrario, la mancanza di luce induce una forma d'inquietudine, d'apprensione, di preoccupazione che può sfociare fino all'angoscia, all'ansia, sì fino al terrore. Qualcuno potrà dire che si tratti di un esagerazione: sicuramente lo è, ma ciò nulla toglie al fatto che questa sensazione sia molto diffusa.

Infine, in alcuni casi sono stato anche in disaccordo: nonostante ciò sono riuscito a rimanere qui, e a continuare il dialogo con le donne che frequentano questo spazio. Ciò anche per smentire quel pregiudizio che vorrebbe tutte le donne modellate su protocolli tipici, dalle sottomesse a tutto alle contestatrici totali, dalle mentalità negative alle personalità aggressive. Certo, esistono anche questo tipo di donne: ma devo dire che nel mio novero esse sono state ben poche – forse perché sono proprio un vero fallimento d'uomo, e perciò anche le donne non mi trattano per tale.

Sì, sono e rimango un vero e proprio fallimento d'uomo. Tuttavia continuo la mia esistenza seguendo sempre lo stesso protocollo: ascolto. Sono convinto che ciò serva alla crescita, sia mia personale sia di chi m'è intorno. Lo so, ho sbagliato tutto e continuo a sbagliare: ma io sono un tipo ostinato, e ho intenzione di continuare su questa cattiva strada.

Adesso però vado a dormire.

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Postato qui: https://www.facebook.com/NOALSESSISMO/posts/pfbid02db3EmjFhHSyrHNPpA6DPCSGbgxeMAjVYvxS45nDUHCuCWpsGMg8T9C494gEivCthl?comment_id=1450823763343633&reply_comment_id=1522989362581358 .

[…] mi spiace di essere stato un po' criptico; tuttavia la mia risposta era in funzione di ciò che hanno scritto altre entità umane in questo filare di commenti, a cui peraltro noto che hai risposto anche tu, e in maniera decisamente più piccata. Siccome in fine di messaggio il nostro Cavalier Servente ha scritto testualmente che se le donne si rendessero più disponibili, più tolleranti, più sottomesse agli uomini «cambiate rotta cambiate disco forse vi ascolteranno di più gli uomini ,forse però»…

Ecco, io volevo dimostrare che non è affatto necessario abbandonare la propria dignità, men che mai nei confronti di uomini che hanno dimostrata la propria incapacità perfino di scrivere in maniera corretta, tant'è che nel testo a cui faccio riferimento non compare un punto e anche le virgole sono "rari nantes in gurgite vasto", rari nuotatori nel vasto gorgo per dirla in latino.

In fine di un messaggio mi permetto di ringraziare per le splendide parole che hai espresso nei miei confronti: sì, io non sono un fallito, pur tuttavia vivo solo, e la mancanza di un gesto di affetto specialmente la sera è un dolore che meco mi porto ormai da tempo. Fortunatamente a casa ho due gatti, due grandissimi rompiscatole ma per i quali Io nutro un grandissimo affetto e da loro ricevo altrettanto.

Buona serata.

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Postato qui: https://www.facebook.com/NOALSESSISMO/posts/pfbid02db3EmjFhHSyrHNPpA6DPCSGbgxeMAjVYvxS45nDUHCuCWpsGMg8T9C494gEivCthl?comment_id=1450823763343633&reply_comment_id=2489502071506609 .

Ecco: a me proprio non riesce affatto di capire questo peso. Se un determinato comportamento provoca una reazione negativa, io m'impegno affinché il mio comportamento sia accettabile. Certo la mia dignità deve rimanere intatta, ma deve rimanere intatta anche la dignità del prossimo: secondo me, questa è la base d'una civile convivenza. 🙂

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