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mercoledì 1 luglio 2026

Sulla maleducazione sociale

 

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> ma che diavolo è successo alle persone?

Niente di particolare. S'è semplicemente ripetuto quel che successe negli anni Sessanta, quando Pierpaolo Pasolini ebbe l'ardimento di dire che esiste anche una cultura della borgata: l'affermazione di Pasolini, che avrebbe voluto soltanto sdoganare la borgata dalla condanna aristocratica inferta dall'alta cultura dell'epoca, successivamente diede la stura a tutto un esercito di elementi poco raccomandabili, che fecero di quelle parole il proprio stendardo rivendicativo, elevando così l'ignoranza, la maleducazione e l'aggressività a stile di vita.

Allora come oggi ci troviamo di fronte a un rigurgito di comportamenti incivili perpetrati però non più da chi vive ai margini della città, bensì anche dalla cosiddetta parte alta della società, che almeno in teoria non si dovrebbe identificare nei comportamenti negativi di cui sopra. Purtroppo, al contrario, oggi il cafone fa audience, fa effetto, fa ascolto: il risultato sono i commenti che leggi non soltanto nei confronti di Michela Murgia, ma anche nei confronti delle altre donne, degli omosessuali, dei migranti; di coloro che hanno avuto la triste ventura di perdere il posto di lavoro e che fino a poco tempo fa godevano di un minimo sostegno economico da parte dello stato.

(Anch'essi sono diventati fannulloni, perdigiorno, sfruttatori: gente che vuole guadagnare stando sdraiata sul divano. Eppure basterebbe un piccolo granello di intelligenza per verificare che il quantitativo di denaro versato dallo stato era un minimo indispensabile per evitare di morire di fame. Ecco, no: anch'essi sono diventati oggetto di improperî, offese, insulti che in realtà non avrebbero nessuna ragion d'essere. Personalmente dubito che tutto ciò sia dovuto a ignoranza: secondo me si tratta proprio di cattiveria, di malvagità, di desiderio di fare il male al prossimo. Chiunque in questo momento sta tentando di trovare un lavoro sa benissimo che cosa significhi: offendere quindi persone in difficoltà è una scelta deliberata dei singoli.)

Concludo con quest'ultima osservazione. Probabilmente io sono molto più vecchio di te, dal momento che conto sessanta primavere: tuttavia anch'io ho dovuto subire quello che oggi si chiama "bullismo". Allora come oggi era perpetrato da soggetti violenti e aggressivi, stupidi e ignoranti, insomma da barbari nostrani; la differenza da allora è che oggi se ne parla, all'epoca invece era "normale" che accadessero queste cose. Ecco perché è giusto parlarne: è giusto indignarsi, è giusto zittire, è giusto protestare nei confronti di questa pedonaglia di quarta classe. Come hai fatto tu. 😉😘

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