> ma che diavolo è successo alle persone?
Niente di particolare. S'è semplicemente ripetuto quel che
successe negli anni Sessanta, quando Pierpaolo Pasolini ebbe l'ardimento di
dire che esiste anche una cultura della borgata: l'affermazione di Pasolini,
che avrebbe voluto soltanto sdoganare la borgata dalla condanna aristocratica
inferta dall'alta cultura dell'epoca, successivamente diede la stura a tutto un
esercito di elementi poco raccomandabili, che fecero di quelle parole il
proprio stendardo rivendicativo, elevando così l'ignoranza, la maleducazione e
l'aggressività a stile di vita.
Allora come oggi ci troviamo di fronte a un rigurgito di
comportamenti incivili perpetrati però non più da chi vive ai margini della
città, bensì anche dalla cosiddetta parte alta della società, che almeno in
teoria non si dovrebbe identificare nei comportamenti negativi di cui sopra.
Purtroppo, al contrario, oggi il cafone fa audience, fa effetto, fa ascolto: il
risultato sono i commenti che leggi non soltanto nei confronti di Michela
Murgia, ma anche nei confronti delle altre donne, degli omosessuali, dei
migranti; di coloro che hanno avuto la triste ventura di perdere il posto di
lavoro e che fino a poco tempo fa godevano di un minimo sostegno economico da
parte dello stato.
(Anch'essi sono diventati fannulloni, perdigiorno,
sfruttatori: gente che vuole guadagnare stando sdraiata sul divano. Eppure
basterebbe un piccolo granello di intelligenza per verificare che il
quantitativo di denaro versato dallo stato era un minimo indispensabile per
evitare di morire di fame. Ecco, no: anch'essi sono diventati oggetto di
improperî, offese, insulti che in realtà non avrebbero nessuna ragion d'essere.
Personalmente dubito che tutto ciò sia dovuto a ignoranza: secondo me si tratta
proprio di cattiveria, di malvagità, di desiderio di fare il male al prossimo.
Chiunque in questo momento sta tentando di trovare un lavoro sa benissimo che
cosa significhi: offendere quindi persone in difficoltà è una scelta deliberata
dei singoli.)
Concludo con quest'ultima osservazione. Probabilmente io
sono molto più vecchio di te, dal momento che conto sessanta primavere:
tuttavia anch'io ho dovuto subire quello che oggi si chiama
"bullismo". Allora come oggi era perpetrato da soggetti violenti e
aggressivi, stupidi e ignoranti, insomma da barbari nostrani; la differenza da
allora è che oggi se ne parla, all'epoca invece era "normale" che
accadessero queste cose. Ecco perché è giusto parlarne: è giusto indignarsi, è
giusto zittire, è giusto protestare nei confronti di questa pedonaglia di
quarta classe. Come hai fatto tu. 😉😘
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