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A ben guardare è pieno zeppo di cose interessanti: i
fascisti che parlano del fascismo in terza persona, come se non li riguardasse;
un po' tutto il fronte del Sì, che dapprima sceglie la lotta nel fango, la
prova di forza, la politicizzazione del referendum – salvo capire all'ultimo
momento che, annusata l’aria, sarebbe stato molto meglio se non fosse mai stato
politicizzato (il che, per una compagine che si definisce politica, mi sembra
un ottimo risultato. Daje).
Ancora: interessanti sono state le parole di gente come
Santanché, Delmastro, Montaruli (e che parole: “togliere di mezzo la
magistratura”, “usare il solito sistema clientelare" – per pietà tacendo
dello sciacallaggio sui casi Rogoredo e Garlasco, sulla famiglia nel bosco,
sugli stupratori liberi, su Tortora, Falcone, Borsellino) contro gente come
Einaudi, De Gasperi, Iotti – e tengo a mettere assieme un liberale, un
democristiano e una comunista proprio per intendere quanto ampia fu la
partecipazione alla stesura della Costituzione.
Per concludere, ché altrimenti non finiamo più: interessanti
sono state le parole di qualcuno (…) che ha registrato un podcast-monologo di
un’ora per chiedere il voto ai giovani, salvo dimenticare cinque milioni di
fuorisede, soprattutto studenti, a cui è tuttora impedito di votare all'estero;
peraltro dopo aver martoriato l’università e la scuola, diventati luogo di
controllo invece che di confronto democratico e formazione.
Meno male che soprattutto i giovani hanno impugnata la
matita, e hanno fatta la cosa giusta; e questa a me personalmente sembra essere
la cosa più interessante di tutte. 😉
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