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Contrariamente ad altri frequentatori di questo spazio, mi asterrò dal dar fondo alle mie conoscenze del turpiloquio; mi limiterò a esprimere le mie idee in materia.
1. No, Yahweh (così come gli angeli, le anime, i demonî) non esiste – nella realtà; tanto mi basta per concludere che la spiritualità in genere non esiste.
1a. L'esistenza è smentita perché ogni religione ha il proprio parco spiriti, intesi come dèi, anime, dèmoni e demònî (che sono due cose diverse), con tanto di poteri e comportamenti diversi – e fedeli pronti a giurare e spergiurare che sì, il mio dio esiste ed è quello "giusto". Per esempio, la religione induista non indica una specifica divinità creatrice del cielo e della terra, bensì tre divinità principali: una maschile, costruttrice, Vishnu (che nel tempo assorbì altre figure divine come Puruṣa, Prajāpati, Vasudeva, Nārāyaṇa e Kṛṣṇa); una femminile, della morte, del potere supremo, del tempo, della distruzione e del cambiamento, Kali (terribile, aggressiva e per niente materna); e una maschile, distruttrice, Shiva – le ultime due sono sposate tra loro, ovviamente.
1b. La fiducia nella divinità è talmente tanto forte che il credente arriva a credere le cose più assurde e a compiere i delitti più ripugnanti perché "Deus Vult", dio lo vuole. Sul secondo argomento avrei l'imbarazzo della scelta (i roghi degli eretici, la caccia alle streghe, l'apertura dei campi di sterminio): vorrei solo ricordare come i cristiani si siano adoperati per cercare di cancellare la cultura dell'uomo rosso dell'America settentrionale, nonostante questa fosse molto, molto più ricca, spirituale, sensibile della cultura cattolica e protestante: https://it.wikipedia.org/wiki/Scuole_residenziali_indiane .
Sul primo argomento ricordo invece un collega d'università di origine hindi; il quale, al mio scetticismo riguardo la reincarnazione, mi rispose che «tu dici così perché non credi, ma noi abbiamo le prove!». Perdonatemi, ma a casa mia chi è morto tace, chi è vivo si dia pace.
2. No, le religioni abramitiche non fanno eccezioni: anch'esse fanno riferimento a ciò che l'uomo non può vedere, non può sentire, non può capire – completamente. Solo pochi eletti possono: tanto mi basta per respingerle.
3. No, le religioni abramitiche non hanno niente di particolarmente diverso dalle altre religioni. Infatti, come le altre religioni esse si propongono di dettare istruzioni di vita, lanciare anatemi, punire chiunque si rifiuti di fare ciò che "dice" la divinità del caso.
3a. L'unica differenza è che nelle divinità abramitiche la divinità ha parlato o comunicato direttamente ai proprî testimoni (Moshè, Yeshua, Muhammad, John Smith fondatore della Chiesa Mormone); e quando questi direttamente, quando i seguaci – adepti – fedeli hanno trascritta la parola.
4. Pur facendo parte della stessa famiglia e teoricamente facendo riferimento alla stessa divinità, ebraismo, cristianesimo e islamismo sono fondamentalmente diverse. Su ogni argomento ogni dio mantiene la propria posizione, e anzi nei secoli ciò ha portato a numerose guerre tra le varie religioni.
4a. Mentre l'ebraismo è la religione del popolo ebraico, al contrario il cristianesimo e l'islamismo si considerano ecumenici, cosa che ha portato violenza morte e distruzione in (quasi) tutto il globo terracqueo "in nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti".
4b. Mentre l'ebraismo e l'islamismo riconoscono alcuni uomini come particolarmente graditi al dio, il cristianesimo ritiene che Gesù abbia natura divina («generato, non creato, della stessa sostanza del Padre» – Credo Niceno-Costantinopolitano, IV secolo). Questo discorso ha portato al primo, grande scisma tra i cristiani: la natura di Gesù è singola (monofisismo, Chiese orientali) o doppia (difisismo, Chiese occidentali).
4c. Mentre l'ebraismo e il cristianeismo riconoscono un clero, formalmente l'islamismo non ha un clero statico. Ciò non ha impedita la nascita di formazioni clericali anche all'interno dell'islam, in ispecial modo quello sciita.
4d. Quasi tutte le confessioni abramitiche aborriscono l'omosessualità, vista ora come vizio, ora come peccato mortale (cosa che io rifiuto radicalmente). Tuttavia in seno al protestantesimo alcune chiese stanno abbandonando questa posizione, per assumere un atteggiamento meno inquisitorio, punitivo, violento.
4e. Quasi tutte le confessioni abramitiche considerano la donna sottomessa all'uomo, per le più disparate motivazioni (che io rifiuto radicalmente). Solo il cristianesimo permette alla donna di leggere il libro sacro durante la funzione religiosa, e le solite chiese protestanti sono arrivate addirittura a far prendere i voti sacerdotali alle donne. Mi domando dove andremo a finire di questo passo [è ironico, mi raccomando].
Mi sembra che tutto ciò sia sufficiente per ritenere, insieme con Ludwig Feuerbach, che non già dio ha creato l'uomo, bensì l'uomo ha creato dio – a propria immagine e somiglianza, o a proprio uso e consumo: https://youtu.be/IBbUEFUhQCM .
Buona giornata.
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