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> E non è bastato ai clienti
> italiani maschi sapere,
> dopo l'ennesimo giro di
> arresti, che le donne
> venivano costrette in
> schiavitu.
> Il via vai continua ancora
> oggi.
Macché: non gliene frega niente. Tutti conoscono luoghi,
tariffe, nazionalità, sesso – perché c'è anche chi preferisce fare sesso con un
altro uomo invece che con una donna; aggiungendo così ripugnanza all'orrore.
Tanto tempo fa, avevo un amico in Polizia. Gli chiesi come
fosse possibile che non si riuscisse a distruggere questo infame mercimonio. La
risposta, all'epoca agghiacciante per me, fu che il Corpo sapeva tutto del
traffico: come ho detto, conoscevano luoghi, tariffe, nazionalità, numero delle
bande, numero dei criminali e delle schiave. Se avessero avuta libertà di
movimento avrebbero potuto stroncare l'intero traffico nel giro di una
settimana. Ora, io non so se fosse vero, tuttavia anche se si fosse trattato di
un mese invece che di una settimana il concetto sarebbe rimasto valido.
Il problema, come molte delle ragazze che frequentano hanno
già sottolineato, è che tra i clienti non c'erano (così come non ci sono)
soltanto il panettiere, l'idraulico o il bidello: c'erano anche l'avvocato, il
primario, il dirigente – senza dimenticare i personaggi politici. La
conseguenza, allora come oggi, era che la Polizia non solo non poteva agire, ma
se gli agenti avessero agito per proprio conto avrebbero rischiato la
persecuzione da parte di tutti quegli uomini (perché sì, si tratta solo
soltanto e unicamente di esseri dotati di fallo) socialmente più potenti.
Ora: il mio amico mi spiegò che aveva scelto il suo lavoro
per passione, e che quindi non si poneva il problema se un criminale avesse
aperto il fuoco contro di lui: era conscio del rischio di poter morire in
servizio. Tuttavia né lui né nessun altro in Polizia aveva intenzione di
rischiare non solo la carriera ma proprio il posto di lavoro per aver toccato
un intoccabile.
Invero ci fu un periodo in cui si tentò di contrastare
questo laido mercato, sebbene con una forzatura giuridica: ovverosia, il
riaccompagnamento della prostituta sul posto di lavoro fu considerato
favoreggiamento della prostituzione, e come conseguenza fu previsto il blocco
del mezzo. La scelta fu combattuta sia nelle aule di tribunale, appunto
adducendo l'incostituzionalità dell'interpretazione legislativa; sia con una
campagna stampa particolarmente potente, volta anche a far passare per vittime
i fruitori del, chiamiamolo così, servizio.
In particolare mi ricordo del caso di un ragazzo, di buona
famiglia, fidanzato in casa, che si era recato in giro con l'autovettura di
papà. Era stato fermato e gli era stato bloccato il mezzo; tuttavia il
giovanotto, per la vergogna, si tolse la vita. Ecco!, questa legge porta al
suicidio.
Premesso che secondo me il giovanotto in questione abbia fatto benissimo. È inutile sottolineare che della sorte delle donne quasi nessuno si preoccupò. Anzi: oggi perfino alcune associazioni femministe (o autoproclamate tali) stanno tentando di far passare la prostituzione come un lavoro come un altro. Ormai non aspetto neanche più il meteorite: se trovassi un altro pianeta vivibile, andrei via io.
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