Al momento non ancora pubblicato.
Chi studia sa di non sapere; perciò usa il metodo scientifico, che si basa sul presupposto fondamentale che la conoscenza è un lento progredire, fatto di mille tentativi, mille fallimenti e un piccolo passo avanti per volta. Nessuna verità rivelata, nessuna verità immutabile nel tempo, solo piccoli miglioramenti costanti.
Esattamente l'opposto della fede, che sulla carta in quanto rivelata da dio, dovrebbe essere valida nei millenni. E invece no: la fede si è dovuta adattare alle inoppugnabili verità scoperte dalla scienza. Per esempio, l'omosessualità non è un vizio né una cosa innaturale – o almeno non è più innaturale della scrittura, della giustizia e dell'arte. Per esempio, la tanto osannata castità non solo crea problemi nella stabilità mentale della persona (si tratta pur sempre della cancellazione d'una fondamentale attività umana) ma induce la formazione del carcinoma della prostata nell'uomo. Per esempio, il modello familiare padre madre, figlio figlia, checché ne voglia il testo biblico, è uno dei modelli di famiglia, ma non è né il solo né la divinità si può permettere d'imporre un sistema perché gli sta più simpatico.
Ora, credete tutto quello che vi pare, ma non mi venite a raccontare che "la scienza non può spiegare tutto": la scienza non ha mai preteso di spiegare tutto, semmai l'ha fatto la religione e con risultati talora comici, talora drammatici.
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