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È sempre un piacere leggere i commenti dei carciofini sott'odio che sbucano fuori dal nulla, non argomentano nulla, non capiscono nulla però rispondono. E siccome non ho nessuna intenzione di confrontarmi con questi carciofini (perché magari fossero cetrioli, almeno sarebbero utili a qualcosa), risponderò qui, lontano dal commento a cui mi riferisco in modo che mi auguro l'autore non mi legga e non mi risponda.
Tutto ciò perché le mie interlocuzioni non sono destinate ai
carciofini – senza cultura, senza argomenti, senza coscienza: al contrario,
sono destinate a coloro che analizzano la realtà e che da questa analisi
traggono poi delle conclusioni. Ora, qualcuno potrebbe dire che non tutte le
conclusioni sono sensate: benissimo, ma è preferibile confrontarsi con chi
ragiona con una certa profondità piuttosto che con chi ragiona con il proprio
organo sessuale (vedi carciofino e cetriolo più sopra).
Cominciamo appunto. Il carciofino a cui faccio riferimento (inteso, il carciofino che ha fatto finta di ragionare; perché gli altri neanche si sono degnati di far sembrare sensate le proprie argomentazioni, sicché neanche mi spreco a commentare) ha citato niente popò di meno che Gesù & Mohandas Karamchand Gandhi: secondo il nostro fine pensatore, quindi, bastano due persone due – contate, per smontare l'argomentazione della violenza maschile all'interno della società.
Due persone su, quanti miliardi di esseri umani? quantomeno dal tempo della stesura dei primi libri della Bibbia (Esodo 20:17: «Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo»), dove abbiamo la certezza che la donna era considerata un oggetto come la casa o una bestia come la mandria allevata. Mi astengo dal commentare gli scritti del Nuovo Testamento, perché ci sarebbe da ridere – o da piangere, secondo i proprî gusti.
Cominciamo dal primo. Premesso che sia dubbia l'esistenza, visto che è citato unicamente da fonti cristiane (che sole se lo cantano e sole se lo sônano), effettivamente il suo atteggiamento nei confronti delle donne è abbastanza civile: ricordiamo qui la difesa della prostituta nella casa del fariseo (Luca 7:36-51), al punto che conclude rivolto alla donna: «La tua fede ti ha salvato, va' in pace!»; allo stesso modo, difende la donna colta in adulterio e trascinata davanti a lui da scribi e farisei nel tentativo di metterlo in difficoltà (Giovanni 8:1,11), perché, sempre a proposito di primi libri della Bibbia, «Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa». Tuttavia Gesù gela gli astanti: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei»; e quando finalmente il camion di mattoni si sgonfia, conclude dicendo alla donna «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».
Ma se questo è l'atteggiamento del Maestro, perfino i suoi discepoli sono di tutt'altro avviso: Saulo (alias Paolo) scriverà esplicitamente (Efesini 5:22-24) «22 Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore; 23 il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo. 24 Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa»; ancora Saulo (1Timoteo 2:11-15) «11 La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. 12 Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. 13 Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; 14 e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. 15 Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia» allo stesso modo Simone (alias Pietro) scrive (1Pietro 3:1) «Anche voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti perché, se anche ve ne sono che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati, senza parola, dalla condotta delle loro mogli».
Che cosa dire poi di ciò che è accaduto successivamente?
Riporto un breve florilegio:
* "Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate
in nessun modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la
causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi." -
Sant'Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica;
* "Se gli uomini potessero vedere quel che si nasconde
sotto la pelle, la vista delle donne causerebbe solo il vomito. Se rifiutiamo
di toccare lo sterco anche con la punta delle dita, come possiamo desiderare di
abbracciare una donna, creatura di sterco?" - Sant'Odone, abate di Cluny;
* "La donna è male sopra ogni altro male, serpe e
veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a
soddisfare la libidine degli uomini." - San Giovanni Crisostomo, cui è
particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI;
* "La donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu,
donna, sei la porta del diavolo, tu hai circuìto quello stesso [maschio] che il
diavolo non osava attaccare di fronte. È a causa tua che il figlio di Dio ha
dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di
cenci" - Tertulliano, teologo cristiano.
Taccio del ruolo della donna nel mondo islamico; sia perché l'Islam non si basa sulla parola di Gesù bensì di Maometto, sia perché la condizione della donna nell'Islam è complessa e varia notevolmente in base all'interpretazione religiosa (dal fondamentalismo al progressismo), alla cultura locale e al contesto geografico, oscillando tra ideali di parità spirituale e realtà patriarcali.
(Segue)
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Arriviamo finalmente al cavallo di battaglia di mister
carciofino: il grandissimo, il santissimo ma soprattutto l'indiscutibile
Mohandas Karamchand Gandhi. Il nostro eroe senza macchia senza dubbio senza
peccato teneva in grande considerazione le donne e affermava che «costituiscono
la metà migliore della società»; tuttavia in pratica riteneva che il sesso
fosse dannoso per la salute di un individuo, e che la libertà sessuale avrebbe
portato la popolazione indiana al fallimento. Per questo dunque, racconta
Connellan, Gandhi consegnò il suo Paese a quello che Martin Lutero chiamava,
già ai suoi tempi “l’inferno del celibato”. Il Mahatma stesso, del resto, si
vantava di aver fatto voto di castità (senza peraltro aver consultato la
moglie).
L’atteggiamento di Gandhi verso il sesso e le relazioni sessuali ha sempre fornito molti spunti. Jad Adam ha scritto il libro Gandhi: Naked Ambition (Gandhi: ambizione nuda) nel quale vengono citati i particolari esperimenti che Gandhi faceva sul sesso. In particolare, Adam si concentra sulla discussa pratica di Gandhi di mettere alla prova la sua purezza, dormendo con giovani donne. Negli ultimi anni della sua vita Gandhi aveva preso l’abitudine di andare a dormire con giovani donne nude (fra cui la nipote), per degli abbracci notturni che dovevano mettere alla prova il suo voto di castità: «Se non faccio venire Manu (la sua pronipote) a letto con me, anche se ritengo che sia essenziale che lei lo faccia, non sarebbe, da parte mia, un segno di debolezza?».
Nei discorsi di Gandhi, così come nelle ricostruzioni storiche dei suoi agiografi, si sostiene che le donne dovevano essere considerate pari agli uomini e che il loro inserimento a pieno titolo nella società sarebbe stato fondamentale nella lotta per l’indipendenza dell’India, ma di fatto il leader spirituale indiano si comportava in modo assai diverso con loro.
Ancora: quando era ancora un dissidente in Sud Africa e scoprì che un uomo aveva molestato due ragazze, sue seguaci, Gandhi rispose all’offesa subita tagliando personalmente i capelli delle due giovani, considerandole colpevoli in quanto non erano state capaci di “neutralizzare l’occhio del peccatore“. Gandhi stesso parlò di questo episodio nei suoi scritti, lasciando trasparire un messaggio durissimo verso il genere femminile: le donne hanno la responsabilità delle aggressioni a sfondo sessuale che subiscono.
Gandhi pensava che le donne violentate perdessero il loro valore in quanto esseri umani. Sosteneva infatti che i padri potevano essere giustificati nell’uccidere le figlie che avevano subito una violenza, per il bene della famiglia e l’onore della comunità. Gandhi condusse anche una guerra contro i contraccettivi, nonostante la povertà della sua gente e l’eccessiva prolificità, definendo apertamente le donne indiane che li usavano come "prostitute". Verso la fine della sua vita, la Grande Anima moderò moltissimo le sue idee, ma ormai, secondo Connellan, il danno era fatto, e questa eredità culturale la si può osservare ancor oggi in ogni articolo di giornale, quando si racconta che la vittima di uno stupro si è suicidata, a causa della vergogna. Ancora oggi le donne, in India, possono essere, a seconda del loro comportamento, fonte di orgoglio o di vergogna, per gli uomini che le "possiedono".
L’India di oggi, secondo il World Economic Forum, è uno tra i Paesi del mondo in cui la parità uomo-donna è meno realizzata. Su questi aspetti della vita sociale insomma l’influenza di Gandhi, quando vi fu, è stata solo un rafforzamento delle tradizioni ataviche indiane e del pregiudizio.
(È tutto scritto qui https://www.psicolinea.it/il-mahatma-e-il-sesso-un-gandhi-che-non-ti-aspetti/ , non m'invento nulla).
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