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mercoledì 12 agosto 2026

Sul concetto del male

Pubblicato qui: https://www.facebook.com/gioacchino.musumeci.3/posts/pfbid0VwPq3zTvsn61iyxZDCigyL4rzJsW4p7NtHDFWTzBuuJPf92MkCtW8eQPVa1pVum2l?comment_id=1600511525127792&reply_comment_id=2109556703316659 .

Come ben sai, l'Ebraismo è la religione degli Ebrei. Essa si basa su un testo scritto, detto Tanakh (la Bibbia) o Ha-Sefarim (i Libri) in ebraico e Bibbia (il Libro) o Pentateuco (i Cinque Libri) in greco. Per la dottrina cristiana questi testi, assieme ad altri non riconosciuti come canone dall'ebraismo, ovvero i Libri deuterocanonici, corrispondono all'Antico Testamento della Bibbia cristiana, e come tali sono comunemente indicati anche come Bibbia ebraica. Secondo la tradizione religiosa ebraica, la prima parte del Tanakh, detta Torah (la Legge) fu consegnata a Mosè sul Monte Sinai nel XIV/XIII secolo a.C.; sempre secondo la tradizione religiosa ebraica, la canonizzazione, cioè la dichiarazione ufficiale della santità del testo, è avvenuta nel IV secolo a.C.

Tuttavia, la religiosità ebraica non è stata sempre uguale a sé stessa: per esempio, alcuni studiosi suggeriscono che la Torah consista di testi incongruenti editi insieme in un modo che enfatizza le narrazioni divergenti; altri asseriscono che durante il Primo Tempio il popolo di Israele credeva che ogni nazione avesse il proprio dio, ma che il loro fosse superiore agli altri dèi. Altri studiosi affermano inoltre che il monoteismo stretto si sviluppò durante l'Esilio babilonese, forse come reazione al dualismo zoroastriano.

Ecco: che cos'è lo Zoroastrismo, e perché ci dovremmo interessare a esso? Lo Zoroastrismo è la religione basata sugli insegnamenti del profeta Zarathustra (in greco Zoroastro). Tra il VI secolo a.C. e il X secolo d.C. fu la religione principale più diffusa nelle regioni iraniche e dell'Asia centrale, sia teologicamente che demograficamente e politicamente. Lo zoroastrismo è indicato tradizionalmente anche con il termine Mazdeismo, coè religione dei seguaci del dio creatore denominato Ahura Mazda ("Saggio signore" o "Signore che crea con il pensiero").

Lo zoroastrismo è una religione monoteista. Il suo testo sacro è l'Avesta, che raccoglie diversi contributi di varia origine accumulatisi lungo i secoli, come per il Pentateuco. Di esso solamente le gatha (i canti religiosi) sono, secondo gli studiosi, direttamente attribuibili al profeta Zarathustra. Il pensiero religioso del profeta iranico è dunque riportato nei canti religiosi dell'Avesta. In questi canti religiosi Ahura Mazda è presentato come l'inizio e la fine di ogni cosa. All'inizio dei tempi Mazda creò i Due Spiriti primi: essi sono il Bene (Spenta Mainyu) e il Male (Angra Mainyu), la Verità e la Menzogna, lo Spirito Santo e lo Spirito Malefico. Ai seguaci del primo toccherà in sorte la Vita e la Migliore Esistenza mentre i seguaci del secondo otterranno la Non-Vita e la Peggiore Esistenza.

Tuttavia, secondo gli esperti la paternità del Signore Saggio non entra in causa come quella di un padre colpevole di aver generato un figlio malvagio: la responsabilità etica è solo di chi compie la sua libera scelta. La teologia di Zarathustra non è dualista in senso stretto, poiché Ahura Mazda non è messo a confronto con un anti dio; l'opposizione si esplicita all'origine tra i due Spiriti. Sempre secondo gli esperti, l'unità tra Ahura Mazda e lo Spirito Santo è più volte sottintesa. Insomma il Bene e il Male, il santo e il demone procedono entrambi da Ahura Mazda, ma poiché Angra Mainyu ha scelto liberamente la sua natura e la sua vocazione malefica, il Signore non può essere considerato responsabile della comparsa del Male. il Signore Saggio ha generati i due Spiriti, ma questi si sono differenziati soltanto per loro libera scelta.

Torniamo per un attimo alla religione ebraica. Il termine Satana in ebraico letteralmente significa "oppositore in giudizio", "avversario", "colui che si oppone", "osteggiatore", "aggressore", "colui che complotta contro l'altro" e può anche indicare sia i propri nemici e avversari di guerra, politici israeliti e stranieri, sia i nemici di fede religiosa. La radice ebraica sottende appunto al senso di "opposizione", "ostacolo", non inerisce al senso e al concetto di "male", né fisico tantomeno metafisico. La Bibbia ebraica è molto povera di riferimenti a Satana (è citato solo quattro volte), e comunque è relegato ad un ruolo minore nei pochi libri in cui compare. Satana nel Tanakh svolge sempre il ruolo di angelo subordinato a Dio ed esegue gli ordini di quest'ultimo, senza mai ribellarsi. Nella cultura ebraica il serpente non ha nessun significato particolare: nell'ebraismo il diavolo rimane un'allegoria delle inclinazioni e comportamenti negativi che fanno parte della natura umana.

L'interpretazione teologica che vede Satana nel serpente di Genesi è in realtà molto tardiva, e non fu formulata dagli ebrei ma dai cristiani, che ancora oggi usano questo modo di considerare il suddetto animale nel mito in questione mescolandolo con lo Spirito del Male del zoroastrismo. Così come in Isaia 14:12-15 è citato il legame Lucifero – Re di Babilonia: «Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell'aurora? Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni? Nel tuo cuore dicevi: "Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; io mi siederò sul monte dell'assemblea, nella parte estrema del settentrione; salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all'Altissimo". Invece ti hanno fatto scendere nel soggiorno dei morti, nelle profondità della fossa!». Allo stesso modo in Ezechiele 28,14-15, il passo fu interpretato dai cristiani come un riferimento a Satana: «Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Io ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità». Il passo in questione, insieme all'intero capitolo, è però riferito al re di Tiro.

Nel contesto cristiano Satana, iconograficamente designato come Arcangelo del male, è la figura in netta contrapposizione con Dio. La storia riportata dalla Bibbia cristiana e dagli scritti dei Padri della Chiesa talvolta lo identifica con Lucifero, ossia il serafino più bello, più splendente e più vicino a Dio, perciò chiamato Lucifero ("portatore di luce"), che però, proprio per questa sua vicinanza, credette d'essere non solo come Dio, ma più potente dell'Onnipotente stesso, peccando così di blasfema superbia e ribellandosi al volere di Dio.

Il Nuovo Testamento contiene una sorprendente agitazione di forze demoniache. Nel giudeo-cristianesimo, Satana assume definitivamente negli scritti evangelici lo stesso ruolo che Angra Mainyu ricopre nello zoroastrismo, cioè di spirito maligno e portatore dell'oscurità contrapposto al Dio buono della luce, in questo caso Ahura Mazda. I vangeli hanno contribuito enormemente a costruire una identità malvagia vera e propria di Satana, attribuendogli la totalità del male, molto distinta dal suo ruolo di angelo obbediente inviato da Dio, come invece era raffigurato nel Tanakh.

Perciò: Satana è l'avversario di Yahweh o un'entità strettamente maligna? Le due interpretazioni non necessariamente conducono alla stessa conclusione: l'avversario di Yahweh potrebbe anche sottendere a una mera critica, oppure a una via alternativa del bene; quindi non necessariamente maligna. Al contrario, lo spirito del male è un distruttore assoluto, senza una progettualità e senza un futuro: la distruzione fine a sé stessa. L'unico tratto comune che si può intravedere tra le due figure è la scelta del singolo, il quale liberamente si dispone o al bene o al male, o alla verità o all'inganno.

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Concludo con la mia osservazione, che è di una persona che di base non crede nell'esistenza della spiritualità, quindi non crede agli esseri spirituali, quindi non crede in queste interazioni invisibili tra mondo reale e mondo spirituale e non crede minimamente che la preghiera possa in una qualunque maniera ingentilire lo sguardo della divinità verso gli esseri umani. Secondo me, ogni essere umano crea il dio a propria immagine e somiglianza: ciò spiega perché anche lo stesso dio possa avere più volti. Ecco perciò che abbiamo un dio punitivo e un dio del perdono, un dio vendicativo e un dio paziente, un dio rabbioso e un dio d'amore pur trattando ogni volta della stessa divinità: tutto dipende dalla mente che l'ha generato.

L'unica costante, che sinceramente mi convince sempre più della mia teoria, è che il dio degli ebrei, il dio dei cristiani, il dio dei musulmani, il dio dei zoroastriani, il dio degli egizi, il dio dei fenici e di chissà quante altre popolazioni è sempre, solo e soltanto un dio maschio. Perdonatemi tutti voi, ma sinceramente a me questo genere di divinità non si attaglia minimamente.`

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Il Buddismo è stato giustamente definito una religione atea; non tanto perché nel Buddismo non esistano divinità, bensì perché, rispetto alle comuni religioni, nessuna divinità assume un ruolo primario, centrale, superiore – al contrario, i deva, cioè le divinità, sono in ogni caso sottomessi alla legge del karma (il principio di azione e reazione) e la loro esistenza è condizionata dal samsara (il ciclo delle rinascite); né esiste una specifica entità spirituale creatrice dell'universo. Infine, e probabilmente differenza principale, la liberazione ultima non è decisa da una divinità bensì dall'illuminazione del credente.

Nel lungo periodo della sua esistenza, la religione si è evoluta adattandosi ai vari Paesi, epoche e culture che ha attraversato, aggiungendo alla sua originale impronta indiana elementi culturali ellenistici, dell'Asia Centrale, dell'Estremo Oriente e del Sud-Est Asiatico; la sua diffusione geografica fu considerevole al punto da aver influenzato in diverse epoche storiche gran parte del continente asiatico. La storia del buddismo, come quella delle maggiori religioni, è anche caratterizzata da numerose correnti di pensiero e divisioni, con la formazione di varie scuole; tra queste, le più importanti esistenti sono la scuola Theravada, le scuole del Mahayana e le scuole Vajrayana.

Da questo punto in poi entriamo nel campo delle opinioni personali. Come ho già scritto, io non credo nell'esistenza della spiritualità, e per quanto mi riguarda il buddismo non fa gran differenza rispetto alle altre religioni. Tuttavia riconosco al Buddismo una libertà di pensiero che, di norma, le altre religioni non concedono: a meno di ricorrere a scismi, con la conseguenza di guerre di religione che personalmente considero essere una delle peggiori perdizioni dell'essere umano su questo pianeta.

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