Tuareg

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martedì 3 febbraio 2026

Sull'inutilità della Giornata della Memoria

Pubblicato qui: https://www.facebook.com/reel/1428102705508376/?comment_id=1355590816314663 .

> A che cosa serve
> ricordare la storia
> se poi la storia si
> ripete?

È semplice: a fare spettacolo, propaganda, pubblicità al potere.

Conoscerai (conoscerete, tu e i tuoi amici) l'opera letteraria "Il Principe", scritta da Niccolò Machiavelli: un saggio critico di dottrina politica del 1514, nel quale l'autore espone le caratteristiche degli uomini di potere (allora detti principi) e dei metodi per conquistarli e mantenerli.

L'opera espone le raccomandazioni affinché i tiranni fossero pronti ad agire in modo spregiudicato, ad esempio ricorrendo all'inganno e alla slealtà, all’eliminazione degli oppositori politici e all’uso della paura come mezzo di controllo dei sudditi (e già qui ti ricorda qualcosa?). L'opera è diventata famigerata per questi "consigli", tanto che l’aggettivo machiavellico sarebbe poi venuto a descrivere un tipo di politica caratterizzata da astuzia, doppiezza o malafede.

Ebbene: eccola! Tutta la macchina della ricorrenza è solo un gesto formale, un'apparenza, un piagnisteo volto unicamente a fare in modo di fingere un'espiazione, una doglianza, un'apparenza di rispetto, di dolore, di rimembranza. Appena passato il santo, terminata la processione, spogliato il prete tutto ritorna come al solito: lo sfruttamento, la sopraffazione, la violenza tornano a far capolino da sotto la stola; perché finché si gioca, si gioca, ma come disse il saggio (!), le regole valgono fino a un certo punto: quando il gioco si fa duro non c'è più spazio per niente e nessuno.

Noi ricorderemo, sicuramente: ma di sicuro ci saranno nuovi padroni, nuovi comandanti, nuovi agenti che addurranno nuove scuse, nuove prove, nuove motivazioni e torneranno così a ripetere le stesse azioni, gli stessi crimini, gli stessi sterminî di massa d'una volta. Perfino il professor Alessandro Barbero, che pure s'è limitato a fare un parallelismo tra l'attuale situazione europea e quella antecedente la Prima Guerra Mondiale, è stato oggetto di critiche, condanne, addirittura oscuramenti. Niente di nuovo sotto il sole: nuovi uomini, certamente; nuove vittime; nuove armi. Nuove scuse.

Solo il fetore è rimasto lo stesso di sempre.

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