Tuareg

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martedì 20 ottobre 2026

Sull'intolleranza verso gl'islamici

Pubblicato qui: https://www.facebook.com/groups/seidibraccianose/posts/2591956537937969?comment_id=2592768161190140 .

> Gli islamici rivendicano le
> costruzioni di luoghi di culto,

Questo è un problema solo per i razzisti. Il diritto al luogo di culto è parte dell'articolo 19 della Costituzione: la Corte Costituzionale (quindi né Matteo Salvini, né Giorgia Meloni, né Antonio Tajani) ha stabilito che la libertà religiosa non è solo un fatto intimo o privato, ma include necessariamente la libertà di esercitare il culto in pubblico. Di conseguenza, avere spazî e luoghi fisici adeguati per pregare è un diritto costituzionale fondamentale. Quando una Regione legifera in materia di urbanistica ("governo del territorio"), ha il dovere di prevedere e facilitare l'insediamento di attrezzature religiose per la popolazione, non di ostacolarlo.

> l'istituzione di tribunali della
> Sharia per dirimere questioni
> civili,

Anche qui: dove sarebbe il problema se un gruppo di persone preferisse un arbitrariato privato invece della giustizia nazionale. In Italia (e in Europa) non è giuridicamente possibile istituire tribunali confessionali con poteri legali coercitivi o penali; tuttavia la legislazione civile consente ai privati di ricorrere all'arbitrato o alla mediazione per risolvere dispute commerciali o patrimoniali, a patto che si tratti di diritti disponibili e nel pieno rispetto delle leggi dello Stato. Stabilito ciò, il resto sono problemi loro.

> il rispetto di abitudini
> alimentari e tradizioni negli
> istituti scolastici.

Qui siamo oltre l'isterismo. Se la mamma di Fatima chiedesse che alla propria figlia non sia servita carne di maiale, dove sarebbe il problema di scaldare uno stupidissimo petto di pollo? Basta saperlo in anticipo, e mettere in frigo qualche confezione in più.

> Il governo impugna la
> Costituzione e rammenta che
> nessuno accordo è stato siglato
> con lo Stato.

Ecco, adesso viene fuori la realtà. Il governo della fiamma che sorge dal sacello del Duce, già simbolo del Movimento Sociale Italiano, sta tentando: 1. di creare il colpevole perfetto, che faccia da parafulmine alle proteste civili. Niente di nuovo sotto il sole: l'altra destra, quella che si picca d'esser "democratica", per anni ha usato il mantra "ce lo chiede l'Europa", ma oggettivamente un falso vale l'altro; 2. di attaccare la Costituzione, dichiaratamente antifascista; anche se, ripeto, l'altra destra nulla sta facendo per difenderla se non che parlare astrattamente di diritti sociali, diritti umani, diritti civili – mentre nel frattempo il potere d'acquisto frana sempre più in basso, e le famiglie hanno ormai difficoltà a pagare l'alimentazione, la casa, l'istruzione, la sanità e così via.

Di questo passo, altro che rischio islamico: a breve l'Iran ci sorriderà a trentadue denti.

martedì 6 ottobre 2026

Sul capitalismo anti femminile

Pubblicato qui: https://www.facebook.com/cultura.libera.aperta/posts/pfbid0rKQXudf4ueLUGdhwQebot6VLQyf3pxvYeUnXbPxV52eYXuJ1eKUFeBEC32NuHFZDl?comment_id=1914010373306852 .

> le donne rappresentano un deficit,

È la più precisa dimostrazione che l'essere umano è un mostro, una belva, un essere privo di qualsiasi capacità empatica. La sola differenza rispetto alle dεpοrtαzιοnι, agli stεrmιnῖ, ai gεnοcιdῖ è la violenza fisica intesa nel senso più stretto possibile; tuttavia la violenza c'è ugualmente, e ugualmente comporta oppressione, sofferenza, costrizione.

Scrivo così, con tanta acredine contro la lυrιdα genìa umana, perché l'atteggiamento capitalista, che trasforma tutto in merce compresa l'umanità, i sentimenti, il pianeta intero è alla base della frase citata in epigrafe: per esistere devi rendere, se non rendi non esisti. Quest'atteggiamento, utilitarista fino allo spasimo, è presente sia nei paesi c.d. ricchi, come negli Stati Uniti dove non esiste una previdenza sociale di stato – con il civilissimo risultato che chi non si può permettere le cure molto semplicemente muore (e dove le società assicuratrici sanitarie erano arrivate a esigere dal cliente un esame genetico per escludere dal contratto le eventuali malattie legate alla genetica; cosa ancora più allucinante, la procedura è stata considerata illegale non già per la disumanità, bensì per la violazione della privacy – eh?!); sia nei paesi c.d. poveri, come in India dove una donna su tre si fa togliere l'utero per aumentare la produttività nei campi https://www.vanityfair.it/article/india-donne-isterectomia-canna-zucchero .

Ho citati questi due esempî unicamente per dimostrare che quest'atteggiamento non è limitato, che so al mondo occidentale, al mondo capitalista, al mondo moderno – niente affatto: è presente ovunque nel mondo, e se in Europa esso è meno grave, meno invasivo, meno αssαssιnο è solo grazie alla Rivoluzione Francese, che sia pur con tutti i proprî limiti in ogni caso tentò di porre l'essere umano al centro della società. Ricordo come all'epoca la nobiltà e il clero erano tali per grazia di Dio – di chi?!, e la borghesia stava cominciando a emergere e appunto diffondere il metodo capitalista di cui a questo testo; tuttavia nel corso degli anni la medesima borghesia si sta adoperando per erodere sempre più diritti alla cittadinanza e per accumulare sempre più denaro nelle proprie banche.

P.s.: nella propria "ignoranza", la saggezza dell'uomo rosso fece chiedere all'uomo bianco quale fosse l'utilità d'accumulare così tanto denaro; atteggiamento che fu lapidato dal capo tribù Toro Seduto con una frase lapidaria: «Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche». Il pover uomo rosso non poteva certo credere che l'uomo bianco potesse αmmαzzαrε di sofferenze perfino la madre dei proprî figli: quando diciamo che al peggio non c'è mai fine.

martedì 22 settembre 2026

Sui pregiudizî e le falsità contro gl'islamici

Pubblicato qui: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid026XcAfhVGMqfSQjYYUyxYBBQWMJKz7DzyHoshQvSJ5YdgAAYwQHMNk2JEcf1z8WbZl&id=100063454274175&comment_id=4448806312040676&reply_comment_id=4675066162729488 .

Sul controllo genitoriale a scuola

Pubblicato qui: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid027SnxxsKi9ytYhU3JxBVhkCqVMi8A3MNTiaLXpYy421MhhESSdrSGbPsQqcGCLJB3l&id=61558422276987&comment_id=1724251765300131 .

Signora, lei è un ottimista. Per più motivazioni:

1. perché non conosce il comportamento immaturo di tante persone adulte. Eppure basta scorrere anche all'interno di questa piattaforma per leggere interventi puerili, superficiali, aggressivi: ora, è vero che ancora non è stato introdotto il controllo dell'età, tuttavia la più gran parte dei frequentatori sono persone "adulte" – almeno anagraficamente;

2. perché quelle stesse persone adulte immature votano; e chiedono, anzi esigono, anzi impongono alla politica di consentire di sfogare sui figli le proprie frustrazioni. Com'è facile capire, il modo più semplice per ottenere il risultato è consentire loro la sorveglianza dei figli fino all'età della pensione: il risultato è che la legislazione attuale considera il figlio minorenne fino ai diciassette anni, undici mesi e ventinove giorni, e maggiorenne allo scadere della mezzanotte.

La cosa è talmente tanto vera che, in base ai principi giuridici vigenti in Italia sulla responsabilità civile dei docenti e della scuola (la cosiddetta culpa in vigilando), se un alunno cade dall'autobus durante un'attività scolastica (come una gita o un trasferimento), il docente accompagnatore può essere denunciato o chiamato in causa per omessa vigilanza: anche se l'alunno ha, ripeto, diciassette anni e undici mesi;

3. per contro, i genitori non fanno più i genitori, bensì i tifosi dei figli. Lo dimostra il fatto che, mentre una volta se il ragazzino prendeva un brutto voto il genitore lo rimproverava, oggi se l'insegnante mette un brutto voto al ragazzino i genitori lo aggrediscono. Come dice Giovanni Storti (membro del famoso trio di attori comici), «si sta ribaltando la situazione».

A tutto ciò esiste una spiegazione, ma non esiste una soluzione. La spiegazione sta in un atteggiamento eccessivamente protezionista nei confronti dei figli; atteggiamento che si è sviluppato all'incirca dagli anni Ottanta. Mentre alla fine della Seconda Guerra Mondiale la nostra società ha ritenuto che i bambini non debbano più andare a lavorare, ma debbano studiare (articolo 34 della Costituzione; peraltro assurto più che condivisibile), successivamente il discorso è tracimato fino a ritenere che il ragazzo deve essere libero di fare qualsiasi cosa che gli passa per il capo; perché qualsiasi cosa sarebbe una sua libera espressione, e qualsiasi costrizione impedirebbe lo sviluppo della psiche del "bambino" – anche quando il bambino, come ho scritto, ha ormai diciassette anni e undici mesi.

Il risultato sono ragazzi incapaci di affrontare una qualunque negazione, che sia un insufficienza a scuola, una sgridata a casa o una risposta negativa da parte della ragazzina che piace tanto. Testimonianza di questa situazione sono tanti fatti di cronaca che apparentemente non hanno una spiegazione, ma al contrario possono essere pacificamente spiegati con, dicevo, un'educazione eccessivamente libertaria e garantista (e irresponsabilizzante) del figlio.

In tutto questo discorso nessuno si azzarda a tentare di fermare la marea nera: perché come ho testé scritto, le persone adulte e immature votano, e nessuno vuole perdere quei voti. Anche a costo di far prendere una coltellata a un'insegnante: la quale di proprio perdona il proprio aggressore (perché italiano?) e si proclama fautrice della remigrazione degli stranieri; ciò non ostante che per proteggerla sia intervenuto un ragazzo straniero (per la precisione congolese). Poi pretendiamo che i nostri giovani diventino adulti…