Moustafa alSallahd
مصطفى السلاد – الفارس Io sono il Cavaliere che cammina cammina sotto il Sole che brucia sulla Terra che arde e sogna monsoni oasi palmizi agrumeti mentre il Vento del Deserto sferza la Sabbia sul volto...
Tuareg
Tuareg
giovedì 29 ottobre 2026
Sui manifestanti, pacifici e violenti
martedì 20 ottobre 2026
Sull'intolleranza verso gl'islamici
> Gli islamici rivendicano le
> costruzioni di luoghi di culto,
Questo è un problema solo per i razzisti. Il diritto al luogo
di culto è parte dell'articolo 19 della Costituzione: la Corte Costituzionale
(quindi né Matteo Salvini, né Giorgia Meloni, né Antonio Tajani) ha stabilito
che la libertà religiosa non è solo un fatto intimo o privato, ma include
necessariamente la libertà di esercitare il culto in pubblico. Di conseguenza,
avere spazî e luoghi fisici adeguati per pregare è un diritto costituzionale
fondamentale. Quando una Regione legifera in materia di urbanistica
("governo del territorio"), ha il dovere di prevedere e facilitare
l'insediamento di attrezzature religiose per la popolazione, non di
ostacolarlo.
> l'istituzione di tribunali della
> Sharia per dirimere questioni
> civili,
Anche qui: dove sarebbe il problema se un gruppo di persone
preferisse un arbitrariato privato invece della giustizia nazionale. In Italia
(e in Europa) non è giuridicamente possibile istituire tribunali confessionali
con poteri legali coercitivi o penali; tuttavia la legislazione civile consente
ai privati di ricorrere all'arbitrato o alla mediazione per risolvere dispute
commerciali o patrimoniali, a patto che si tratti di diritti disponibili e nel
pieno rispetto delle leggi dello Stato. Stabilito ciò, il resto sono problemi
loro.
> il rispetto di abitudini
> alimentari e tradizioni negli
> istituti scolastici.
Qui siamo oltre l'isterismo. Se la mamma di Fatima chiedesse
che alla propria figlia non sia servita carne di maiale, dove sarebbe il
problema di scaldare uno stupidissimo petto di pollo? Basta saperlo in
anticipo, e mettere in frigo qualche confezione in più.
> Il governo impugna la
> Costituzione e rammenta che
> nessuno accordo è stato siglato
> con lo Stato.
Ecco, adesso viene fuori la realtà. Il governo della fiamma
che sorge dal sacello del Duce, già simbolo del Movimento Sociale Italiano, sta
tentando: 1. di creare il colpevole perfetto, che faccia da parafulmine alle
proteste civili. Niente di nuovo sotto il sole: l'altra destra, quella che si
picca d'esser "democratica", per anni ha usato il mantra "ce lo
chiede l'Europa", ma oggettivamente un falso vale l'altro; 2. di attaccare
la Costituzione, dichiaratamente antifascista; anche se, ripeto, l'altra destra
nulla sta facendo per difenderla se non che parlare astrattamente di diritti
sociali, diritti umani, diritti civili – mentre nel frattempo il potere
d'acquisto frana sempre più in basso, e le famiglie hanno ormai difficoltà a
pagare l'alimentazione, la casa, l'istruzione, la sanità e così via.
Di questo passo, altro che rischio islamico: a breve l'Iran
ci sorriderà a trentadue denti.
martedì 6 ottobre 2026
Sul capitalismo anti femminile
Pubblicato qui: https://www.facebook.com/cultura.libera.aperta/posts/pfbid0rKQXudf4ueLUGdhwQebot6VLQyf3pxvYeUnXbPxV52eYXuJ1eKUFeBEC32NuHFZDl?comment_id=1914010373306852 .
> le donne rappresentano un deficit,
È la più precisa dimostrazione che l'essere umano è un mostro, una belva, un essere privo di qualsiasi capacità empatica. La sola differenza rispetto alle dεpοrtαzιοnι, agli stεrmιnῖ, ai gεnοcιdῖ è la violenza fisica intesa nel senso più stretto possibile; tuttavia la violenza c'è ugualmente, e ugualmente comporta oppressione, sofferenza, costrizione.
Scrivo così, con tanta acredine contro la lυrιdα genìa umana, perché l'atteggiamento capitalista, che trasforma tutto in merce compresa l'umanità, i sentimenti, il pianeta intero è alla base della frase citata in epigrafe: per esistere devi rendere, se non rendi non esisti. Quest'atteggiamento, utilitarista fino allo spasimo, è presente sia nei paesi c.d. ricchi, come negli Stati Uniti dove non esiste una previdenza sociale di stato – con il civilissimo risultato che chi non si può permettere le cure molto semplicemente muore (e dove le società assicuratrici sanitarie erano arrivate a esigere dal cliente un esame genetico per escludere dal contratto le eventuali malattie legate alla genetica; cosa ancora più allucinante, la procedura è stata considerata illegale non già per la disumanità, bensì per la violazione della privacy – eh?!); sia nei paesi c.d. poveri, come in India dove una donna su tre si fa togliere l'utero per aumentare la produttività nei campi https://www.vanityfair.it/article/india-donne-isterectomia-canna-zucchero .
Ho citati questi due esempî unicamente per dimostrare che quest'atteggiamento non è limitato, che so al mondo occidentale, al mondo capitalista, al mondo moderno – niente affatto: è presente ovunque nel mondo, e se in Europa esso è meno grave, meno invasivo, meno αssαssιnο è solo grazie alla Rivoluzione Francese, che sia pur con tutti i proprî limiti in ogni caso tentò di porre l'essere umano al centro della società. Ricordo come all'epoca la nobiltà e il clero erano tali per grazia di Dio – di chi?!, e la borghesia stava cominciando a emergere e appunto diffondere il metodo capitalista di cui a questo testo; tuttavia nel corso degli anni la medesima borghesia si sta adoperando per erodere sempre più diritti alla cittadinanza e per accumulare sempre più denaro nelle proprie banche.
P.s.: nella propria "ignoranza", la saggezza dell'uomo rosso fece chiedere all'uomo bianco quale fosse l'utilità d'accumulare così tanto denaro; atteggiamento che fu lapidato dal capo tribù Toro Seduto con una frase lapidaria: «Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche». Il pover uomo rosso non poteva certo credere che l'uomo bianco potesse αmmαzzαrε di sofferenze perfino la madre dei proprî figli: quando diciamo che al peggio non c'è mai fine.
martedì 22 settembre 2026
Sui pregiudizî e le falsità contro gl'islamici
Sul controllo genitoriale a scuola
Signora, lei è un ottimista. Per più motivazioni:
1. perché non conosce il comportamento immaturo di tante
persone adulte. Eppure basta scorrere anche all'interno di questa piattaforma
per leggere interventi puerili, superficiali, aggressivi: ora, è vero che
ancora non è stato introdotto il controllo dell'età, tuttavia la più gran parte
dei frequentatori sono persone "adulte" – almeno anagraficamente;
2. perché quelle stesse persone adulte immature votano; e
chiedono, anzi esigono, anzi impongono alla politica di consentire di sfogare
sui figli le proprie frustrazioni. Com'è facile capire, il modo più semplice
per ottenere il risultato è consentire loro la sorveglianza dei figli fino
all'età della pensione: il risultato è che la legislazione attuale considera il
figlio minorenne fino ai diciassette anni, undici mesi e ventinove giorni, e
maggiorenne allo scadere della mezzanotte.
La cosa è talmente tanto vera che, in base ai principi
giuridici vigenti in Italia sulla responsabilità civile dei docenti e della
scuola (la cosiddetta culpa in vigilando), se un alunno cade dall'autobus
durante un'attività scolastica (come una gita o un trasferimento), il docente
accompagnatore può essere denunciato o chiamato in causa per omessa vigilanza:
anche se l'alunno ha, ripeto, diciassette anni e undici mesi;
3. per contro, i genitori non fanno più i genitori, bensì i
tifosi dei figli. Lo dimostra il fatto che, mentre una volta se il ragazzino
prendeva un brutto voto il genitore lo rimproverava, oggi se l'insegnante mette
un brutto voto al ragazzino i genitori lo aggrediscono. Come dice Giovanni
Storti (membro del famoso trio di attori comici), «si sta ribaltando la
situazione».
A tutto ciò esiste una spiegazione, ma non esiste una
soluzione. La spiegazione sta in un atteggiamento eccessivamente protezionista
nei confronti dei figli; atteggiamento che si è sviluppato all'incirca dagli
anni Ottanta. Mentre alla fine della Seconda Guerra Mondiale la nostra società
ha ritenuto che i bambini non debbano più andare a lavorare, ma debbano studiare
(articolo 34 della Costituzione; peraltro assurto più che condivisibile),
successivamente il discorso è tracimato fino a ritenere che il ragazzo deve
essere libero di fare qualsiasi cosa che gli passa per il capo; perché
qualsiasi cosa sarebbe una sua libera espressione, e qualsiasi costrizione
impedirebbe lo sviluppo della psiche del "bambino" – anche quando il
bambino, come ho scritto, ha ormai diciassette anni e undici mesi.
Il risultato sono ragazzi incapaci di affrontare una
qualunque negazione, che sia un insufficienza a scuola, una sgridata a casa o
una risposta negativa da parte della ragazzina che piace tanto. Testimonianza
di questa situazione sono tanti fatti di cronaca che apparentemente non hanno
una spiegazione, ma al contrario possono essere pacificamente spiegati con,
dicevo, un'educazione eccessivamente libertaria e garantista (e
irresponsabilizzante) del figlio.
In tutto questo discorso nessuno si azzarda a tentare di
fermare la marea nera: perché come ho testé scritto, le persone adulte e
immature votano, e nessuno vuole perdere quei voti. Anche a costo di far
prendere una coltellata a un'insegnante: la quale di proprio perdona il proprio
aggressore (perché italiano?) e si proclama fautrice della remigrazione degli
stranieri; ciò non ostante che per proteggerla sia intervenuto un ragazzo
straniero (per la precisione congolese). Poi pretendiamo che i nostri giovani
diventino adulti…