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Premesso che non credo nella spiritualità, intesa come una
sorta di universo parallelo abitato da entità immateriali capaci d'interagire
con la realtà. Premesso che non sono cristiano, nel senso che ho compiuta
formale defezione dalla comunità dei credenti presso il Vicariato di Roma, e ho
rinunciato al battesimo.
Premesso che considero la Bibbia come opera dell'uomo, e che
la pretesa "ispirazione" della divinità è totalmente inventata.
Premesso che nella Bibbia siano raccontati episodî totalmente f-a-l-s-i, per
esempio:
* di tutta la storia ebraica da Abramo a Mosè mancano le
prove. Non esistono testimonianze indipendenti da Genesi dell'esistenza di
Abramo: non è possibile determinare con precisione quando sia vissuto né
attestarne con sicurezza la storicità.
Quanto alla figura di Mosè e l'avvenimento biblico
dell'Esodo, per gli studiosi non possiedono alcun rilievo storico, ma vanno
considerati come un racconto religioso che integra vari elementi anche di
epoche diverse;
* il primo Tempio di Gerusalemme è più mitologia che realtà.
Le prove archeologiche sono frammentarie e indiziarie, e nessuna di esse
confermano l’attribuzione a Salomone; inoltre, far risalire l’opera al
leggendario sovrano sembra piuttosto un modo per conferire un prestigio
imperituro alle origini del monumento invece che essere una cronaca degli
eventi;
* perfino il racconto del processo a Gesù contiene errori
marchiani:
** Ponzio Pilato non era governatore della Galilea come
riportato nei Vangeli, ma non era neanche magistrato né procuratore, unici
esponenti del potere romano che potessero inquisire qualcuno; era un semplice
prefetto, che si occupava di amministrazione: anagrafe, riscossione delle
tasse, censimento delle proprietà – ma non certo inquisizione di eventuali rei,
per giunta di blasfemia verso una divinità non romana;
** all'epoca gli abitanti dell'Impero erano divisi in
cittadini veri e peregrini, intesi come cittadini minori. Nessun esponente del
potere imperiale si sarebbe speso così tanto per salvare da morte certa un
peregrino, qual era Gesù;
** l'usanza da parte dell’autorità romana di liberare un
prigioniero per la Pasqua ebraica non è riportata da altre fonti storiche. La
procedura adottata da Pilato o chi per lui sembra comunque inverosimile: è poco
credibile che un rappresentante del potere romano possa avere delegato alla
plebe ebraica la decisione sulla liberazione di un prigioniero affidato alla
propria giurisdizione.
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Detto ciò.
Quel che rifiuto è altro:
* "Trovo che amara più della morte è la donna, la quale
è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a
Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso." - Bibbia CEI, Qoelet (ex
Ecclesiaste) VII, 26.
* "Di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è
l'uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo
coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o
profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo
stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si
tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o
radersi, allora si copra. L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è
immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. E infatti non
l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la
donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un
segno della sua dipendenza" - San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XI.
* "Poiché non permetto alla donna d'insegnare, né di
usare autorità sugli uomini, ma stia in silenzio" - San Paolo, Prima
lettera a Timoteo, II, 12.
* "Quanto maggiore il piacere, tanto più grave il
peccato. Chi ama con troppo calore la moglie è un adultero!" -
Sant'Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica.
* "L’atto coniugale è un peccato grave in nulla
differente dall’adulterio e dalla dissolutezza nella misura in cui entra in
ballo la passione dei sensi e l’odioso piacere, così che nessun dovere
coniugale accade senza peccato e i coniugi non possono essere senza
peccato" - Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante.
* Taccio per mera pietà le citazioni del Corano.
Per quanto menzionato, mi rifiuto di considerare il genere
femminile in questa guisa, bensì esigo che sia dato pari diritto alla donna; e
se da ciò dovesse discendere una mia qualunque condanna divina, ebbene che sia.
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