Tuareg

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domenica 20 gennaio 2013

La provocazione: la tua "serietà" misurata dai centimetri della gonna

No, Nadia: non ci siamo proprio. Il "buon gusto" di cui tu hai scritto è solo il primo gradino della scalinata, l'ultimo è il burqa, intendo l'abito che copre la donna da capo a piede - e che, in definitiva, la cancella, la fa scomparire, l'annulla; e alla fine l'uccide. Mi spiace notare che una simile battuta provenga da una donna, e che in soccorso del genere femminile debba accorrere un uomo; ma va be', anche con i miei amici scherzo sul mio «non essere abbastanza maschio». Ogni singola virgola, che anche sommessamente giustificasse la riprovazione sociale, è una pagliuzza in favore della violenza e della coercizione sulle donne; e il fatto che questa virgola, anzi qualcosa in più di una virgola, provenga da una donna, mi fa mal sperare per il futuro.
In una società civile, innanzi tutto la sessualità dovrebbe essere vista con un occhio meno integralista; invece, ecco che appena compare un centimetro in più di pelle, cominciano a grandinare i commenti sul "buon gusto", sulla qualità intrinseca della persona, sulla eventuale educazione. Ecco, erano questi gli stessi apprezzamenti che nel XIX secolo erano indirizzati alle tanto vituperate "suffragette": donnacce, che pretendevano di avere gli stessi diritti degli uomini - che scandalo! Allora, facciamo a capirci: gli stupratori non scelgono le vittime perché hanno una gonna inguinale. La povera ragazza indiana, ultima vittima di cui tanto si parla in questi giorni, avrebbe voluto tornare a casa a bordo di un autobus insieme con un amico - anch'egli picchiato a sangue, era regolarmente fidanzata e, summa iniuria, affatto vestita. Perciò: vogliamo chiudere l'argomento, una volta e per tutte? Nessuno spazio alla violenza, nessuno spazio all'oppressione: punto.
Quanto poi alle (eventuali) gonne inguinali, vale lo stesso identico discorso. Se ci fossero davvero uomini che perdono il controllo per un centimetro di pelle in più, ebbene che si vadano a far curare. Io di centimetri ne ho visti a bizzeffe, sono stato finanche in un campo nudisti - dove, per maggior cautela, preferìi togliere solo le scarpe; tuttavia, alla fine della giornata, mi resi conto che la nudità è solo un fatto d'abitudine, e che in un posto dove tutti sono nudi la nudità è "normale". Anche in questo caso: chi usa la violenza non è né normale, né giustificabile in alcun caso. A meno di ritenere me "malato", che dinanzi a cotanto sfoggio di pelo è riuscito a contenere gl'istinti più animaleschi, e ha guardato uomini e donne come esseri umani, invece che come oggetti di desiderio; per la qual condanna sono pronto, ma allora accettiamo anche che la donna torni a essere «il miglior amico dell'uomo».
P.S.: la violenza è sempre perpetrata sulle fasce più deboli. Gli uomini, chiamiamoli così, che compiono violenza sulle donne sono gli stessi che la compiono anche sui bambini. Vorremmo forse trovare una giustificazione anche per questo comportamento? Spero di no.